Attacco russo su Kiev nella notte, bilancio provvisorio: un morto e trentuno feriti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La capitale ucraina è tornata a essere bersaglio, nelle ore piccole, di un’offensiva aerea che ha mobilitato droni e missili balistici. L’aeronautica militare di Kiev, dopo aver rilevato la presenza di bombardieri MiG-31 nello spazio aereo controllato dalle forze di Mosca, ha dichiarato l’allarme su tutto il territorio nazionale. Le esplosioni, che hanno svegliato gli abitanti dei quartieri centrali e periferici, si sono susseguite per diverse decine di minuti, mentre i sistemi di difesa aerea – quelli forniti dagli alleati occidentali e quelli residui dell’arsenale sovietico – entravano in funzione per intercettare i velivoli senza pilota.

L’impatto sulle aree residenziali e il lavoro dei soccorritori

Un condominio situato in un sobborgo della città, Chabany, è stato colpito da uno dei missili abbattuti o forse da uno dei suoi frammenti. I servizi di emergenza statali hanno diffuso in mattinata un filmato, girato tra le macerie ancora fumanti, in cui si vede una squadra di sminatori rimuovere con mezzi speciali un ordigno inesploso: l’operazione, complessa e rischiosa, ha richiesto l’isolamento dell’intero palazzo e l’impiego di bracci meccanici per sollevare i componenti più pericolosi senza innescare deflagrazioni. Il bilancio, seppur parziale e destinato probabilmente ad aggiornarsi, parla al momento di una vittima e di trentuno feriti, alcuni dei quali trasportati nei nosocomi della capitale in condizioni definite “medie”.

La strategia aerea russa: droni, balistici e bombardieri

L’attacco, che secondo fonti locali non ha conosciuto pause per quasi tre ore, ha visto l’uso combinato di droni a corto raggio – impiegati per saturare le difese – e di missili balistici lanciati da postazioni mobili fuori dai confini ucraini. La scelta dei MiG-31, velivoli capaci di operare ad alta quota e di lanciare armamenti a lunga gittata, suggerisce una pianificazione mirata a colpire obiettivi sensibili nel cuore amministrativo e logistico del paese, sebbene alcune delle traiettorie abbiano finito per interessare involontariamente edifici abitati.

Recupero di un missile inesploso a Chabany

Proprio nel villaggio di Chabany, a pochi chilometri dal centro di Kiev, l’intervento degli artificieri ha assunto i contorni di un’operazione da manuale: il missile, conficcatosi tra il quarto e il quinto piano senza detonare, è stato prima assicurato con cavi d’acciaio, poi sollevato da una gru e infine deposto su un camion blindato per essere trasportato in un’area controllata. Nessun dettaglio ulteriore è stato fornito sulla tipologia del vettore, ma i tecnici del Servizio di emergenza parlano di un ordigno “di fabbricazione russa, recente”, senza specificare il modello.

La popolazione della capitale, abituata ormai da mesi a interruzioni notturne del sonno e a corse nei rifugi sotterranei, ha nuovamente riempito le stazioni della metropolitana trasformate in riparo. I vigili del fuoco hanno lavorato per spegnere piccoli incendi divampati in due garage vicini all’area dell’impatto, mentre la polizia scientifica ha avviato i rilievi per documentare ogni frammento delle testate esplose. Le autorità locali, per il momento, si limitano a confermare i numeri delle vittime senza rilasciare dichiarazioni aggiuntive, in attesa che le operazioni di bonifica vengano completate entro la serata.

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