Il caldo anomalo di aprile non molla: picchi vicini ai 30°C fino a domenica
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Redazione Interno
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L’anticiclone, quella vasta struttura di origine nordafricana che ormai da diversi giorni si è insediata sul Mediterraneo centrale, continua a dettare legge sull’Italia e, a dispetto di qualche timido accenno di cedimento, le sue giornate non accennano a concludersi. Anzi, se qualcuno sperava in un rapido ritorno alla frescura tipica del mese, dovrà ricredersi: il caldo anomalo che abbiamo già sperimentato durante le festività pasquali durerà più del previsto, prolungando la sua influenza almeno fino a domenica 12 aprile. In alcune zone, specialmente quelle interne delle due isole maggiori e lungo i versanti tirrenici, le colonnine di mercurio potranno sfiorare la soglia dei 30°C, un valore che non solo stride con la media del periodo – solitamente inferiore di una decina di gradi – ma che regala a questi giorni un sapore quasi estivo.
Un anticiclone resistente e le sue conseguenze termiche
La causa di questa persistente fase stabile, va ricordato, risiede nell’azione di una solida circolazione anticiclonica che, alimentata da masse d’aria subtropicali, ha bloccato qualsiasi perturbazione atlantica. Il risultato, sotto gli occhi di tutti, è stato finora un susseguirsi di giornate soleggiate, con ventilazione debole o assente e piogge ridotte a un miraggio. Nelle ultime due settimane, molte città hanno registrato punte ben oltre i 25°C; e lo stesso è accaduto anche oggi, giovedì 9 aprile, nonostante qualche segnale – peraltro ancora molto lieve – di cedimento dell’alta pressione. Gli aggiornamenti, infatti, confermano che almeno fino a venerdì il tempo resterà sostanzialmente stabile: le temperature, pur in leggero calo, si manterranno comunque al di sopra delle medie stagionali, regalandoci un prolungamento di quella che sembrava solo una breve parentesi primaverile.
I primi segnali di cambiamento e l’arrivo del maltempo
Eppure, come spesso accade in aprile – mese che ama sorprendere proprio per la sua imprevedibilità – il quadro sinottico mostra già i primi, inequivocabili segni di un’inversione di tendenza. Già da sabato, le previsioni indicano che qualcosa potrebbe mutare in modo deciso: l’arrivo di correnti più fresche e instabili dall’Atlantico andrà infatti a erodere il baluardo anticiclonico, aprendo la strada a nubi, precipitazioni sparse e, in alcuni settori, persino a residui di sabbia sahariana trasportata dai venti in quota. Il cambiamento, a onor del vero, non sarà immediato: il cedimento dell’alta pressione avverrà gradualmente, e non mancheranno zone – come gran parte del Nord e i versanti adriatici – dove il sole resisterà ancora per qualche ora.
Pioggia, aria più fredda e il ritorno a una normalità stagionale
Domenica, però, il ribaltamento diventerà evidente: il caldo quasi estivo verrà spazzato via da un sensibile abbassamento delle temperature, che torneranno a valori più consoni al periodo, e da un aumento della nuvolosità associato a piogge e rovesci sparsi. L’anticiclone, dopo aver dominato la scena per oltre una settimana, cederà il passo a un tempo più variabile e instabile, tipico della primavera in transizione verso la tarda stagione. Chi si aspetta un drastico crollo termico da un giorno all’altro, tuttavia, farebbe bene a non farsi illusioni: la discesa sarà graduale, e il passaggio dal caldo anomalo a una condizione più normale avverrà nell’arco di 48-72 ore, con i primi veri segnali di maltempo concentrati proprio tra sabato sera e la giornata di domenica. Le temperature, insomma, scenderanno, ma senza eccessi, riportandosi su valori che difficilmente scenderanno sotto la media del decennio.




