Attacco dei Pasdaran alla Msc Sariska V nel porto di Umm Qasr: equipaggio illeso e rogo domato
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Redazione Esteri
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Si sono concluse senza vittime tra i membri dell’equipaggio le fasi concitate dell’attacco missilistico che, lunedì 1 giugno, ha visto protagonista la portacontainer Msc Sariska V all’interno delle acque territoriali irachene. La conferma ufficiale – arrivata nella giornata di martedì direttamente dal gruppo fondato da Gianluigi Aponte – ha dettagliato la dinamica dei due impatti subiti dalla nave mentre si apprestava a lasciare l’attracco nel porto strategico di Umm Qasr.
Il primo ordigno, secondo quanto si legge nella nota diffusa dalla compagnia, ha centrato lo scafo in un momento operativamente delicato, vale a dire mentre il pilota locale si trovava ancora a bordo per assistere nelle manovre di uscita; il secondo colpo, arrivato a distanza di pochi istanti, ha invece preso di mira la sovrastruttura dedicata ai locali di soggiorno della ciurma.
La dinamica degli attacchi e la messa in sicurezza
Nonostante la violenza dell’esplosione secondaria, che ha immediatamente innescato un incendio a bordo visibile anche dalle banchine, la reazione dei marittimi è stata tempestiva e coordinata. Le procedure di sicurezza, attivate nonostante il panico generato dall’impatto dei razzi, hanno consentito di mettere in sicurezza tanto i settori non colpiti quanto il carico ancora stivato nelle stive.
Lo dimostra anche il filmato diffuso dalle autorità portuali irachene, nel quale si vede un’imbarcazione anti-incendio avvicinarsi alla fiancata della Sariska V per spruzzare getti d’acqua contro le fiamme, riuscendo a domare il rogo prima che questo potesse propagarsi ai serbatoi di carburante. Dal canto suo, Msc ha espresso parole di elogio per i propri dipendenti, sottolineando come abbiano agito con eccezionale professionalità durante tutto l’incidente, un comportamento che ha evitato conseguenze ben più gravi per i presenti.
La rivendicazione dei Guardiani della Rivoluzione
Il quadro di quanto accaduto nelle acque del Golfo Persico si è chiarito ulteriormente quando i media locali hanno riferito la posizione dei Pasdaran: il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha infatti rivendicato la paternità del doppio attacco, inquadrandolo come una ritorsione diretta contro quelli che Teheran definisce “interessi americani” presenti nella regione. In particolare, i Guardiani hanno parlato di una rappresaglia per azioni compiute dalle forze militari statunitensi ai danni di un’altra nave mercantile, la bulk carrier Lion Star, fermata in Medio Oriente.
È stato lo stesso gruppo armato iraniano, attraverso l’agenzia di stampa Tasnim a loro vicina, a definire il bersaglio come appartenente a un “nemico sionista-americano” – nonostante, come emerso immediatamente dopo l’accaduto, la Sariska V batta bandiera panamense e sia gestita da una delle più grandi società di navigazione mondiali.
La replica di Msc: neutralità commerciale e italianità della proprietà
Di fronte a queste accuse, la replica del gruppo guidato (nella proprietà) da Diego e Alexa Aponte non si è fatta attendere, ed è stata netta nel respingere al mittente qualsiasi collegamento con le potenze citate dall’Iran. Attraverso una dichiarazione ufficiale, l’azienda ha ribadito con forza la propria natura di “vettore commerciale neutrale”, privo di affiliazioni con gli Stati Uniti d’America o con lo Stato di Israele, una precisazione che non è affatto banale se si considera il clima di tensione che da mesi blocca di fatto il traffico mercantile nello Stretto di Hormuz.
Nella stessa nota, la compagnia ha voluto ricordare le proprie radici italiane – ripercorrendo le origini del fondatore, l’armatore Gianluigi Aponte – e la sede operativa in Svizzera, caratteristiche che, secondo la visione aziendale, rendono l’azione dei Pasdaran del tutto “ingiustificata” oltre che pericolosa per l’incolumità di marinai innocenti. Nonostante la violenza dell’esplosione e il conseguente allarme internazionale, nessuno dei membri dell’equipaggio ha riportato ferite, sebbene la nave abbia subito danni strutturali accertati allo scafo e alle aree abitative.




