Scompenso cardiaco in Bergamasca, oltre il 40% dei pazienti a rischio non sa di avere segnali precoci

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Oltre il 40% dei soggetti considerati a rischio cardiovascolare in Bergamasca presenta segni di scompenso cardiaco precoce o disfunzioni non diagnosticate, pur non avendo avuto in passato eventi cardiovascolari. È il dato emerso nei primi cinque mesi del progetto di ricerca “Brimberg”, promosso da Fondazione Anthem insieme all’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo, che ha coinvolto residenti tra Bergamo, Val Brembana e Valle Imagna. Lo studio sta monitorando persone tra i 50 e gli 80 anni con rischio cardiovascolare lieve o moderato e punta a individuare condizioni silenti che, senza controlli specifici, potrebbero restare invisibili fino alla comparsa di episodi clinici più gravi.

I dati preliminari riguardano 310 pazienti già sottoposti a una prima valutazione sui 604 arruolati tra maggio e febbraio. L’età media del campione è di 69 anni. Secondo quanto emerso, il 23% presenta sintomi compatibili con uno scompenso cardiaco, mentre un ulteriore 20% mostra una disfunzione ventricolare sinistra asintomatica. Si tratta quindi di pazienti che, pur non avendo manifestato segnali evidenti o precedenti problemi cardiovascolari conclamati, hanno già alterazioni cardiache rilevabili attraverso screening e controlli specialistici. Se il progetto non fosse stato avviato, molte di queste situazioni sarebbero probabilmente rimaste non riconosciute fino a un peggioramento delle condizioni cliniche.

Il progetto Brimberg tra Bergamo, Val Brembana e Valle Imagna

Il nome “Brimberg” nasce dall’unione dei territori coinvolti nella ricerca: Bergamo, Valle Brembana e Valle Imagna. Il progetto è stato sviluppato grazie alla collaborazione tra Fondazione Anthem, Asst Papa Giovanni XXIII, Università di Bergamo e medici di medicina generale, con l’obiettivo di individuare precocemente lo scompenso cardiaco e la disfunzione ventricolare sinistra nei soggetti considerati a rischio ma ancora asintomatici. La ricerca si concentra infatti su una fascia di popolazione che, almeno apparentemente, non presenta segnali tali da far pensare a una malattia cardiaca già in corso.

Lo studio punta anche a valutare l’impatto della diagnosi precoce sulla sostenibilità sanitaria. Individuare per tempo una disfunzione cardiaca consente infatti di intervenire prima che la situazione evolva verso forme più gravi, riducendo il rischio di ricoveri, complicanze e peggioramento della qualità della vita. I dati raccolti mostrano come una quota significativa della popolazione osservata conviva con alterazioni cardiache non ancora riconosciute, elemento che rafforza il ruolo della prevenzione e dei controlli mirati nei pazienti con fattori di rischio cardiovascolare.

I segnali nascosti dello scompenso cardiaco precoce

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dal progetto riguarda proprio il carattere silente dello scompenso cardiaco precoce. In molti casi la disfunzione cardiaca non produce sintomi evidenti oppure si manifesta con segnali lievi, difficili da collegare immediatamente a un problema del cuore. Per questo motivo una parte consistente dei pazienti analizzati non aveva ricevuto alcuna diagnosi prima dell’ingresso nello studio, nonostante fossero già presenti alterazioni funzionali del ventricolo sinistro o sintomi compatibili con una fase iniziale dello scompenso.

Secondo quanto evidenziato dalla ricerca, il riconoscimento tempestivo di queste condizioni può permettere l’avvio precoce delle terapie e un monitoraggio più efficace dell’evoluzione clinica. Il progetto Brimberg si inserisce quindi in un percorso di prevenzione che coinvolge ospedale, territorio e medicina di base, cercando di intercettare pazienti che altrimenti arriverebbero all’attenzione sanitaria soltanto dopo un episodio acuto. I risultati preliminari indicano inoltre come lo scompenso cardiaco e le disfunzioni ventricolari possano essere molto più diffusi di quanto emerga dalle diagnosi tradizionali, soprattutto nelle fasce di popolazione considerate solo moderatamente a rischio.

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