Attacco cyber alla Farnesina, il sito regge: «Effetti mitigati, nessun disservizio»
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Redazione Interno
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Da questa mattina il sito del ministero degli Affari Esteri è oggetto di un attacco informatico. Lo ha reso noto la stessa Farnesina in una nota, precisando che l'azione «finora è stata efficacemente mitigata dai sistemi di protezione, senza provocare disservizi». La situazione, si legge ancora nella comunicazione, è costantemente monitorata dal dicastero in collaborazione con il Polo Strategico Nazionale e in raccordo con le autorità competenti.
Le indagini e il coinvolgimento degli apparati di sicurezza
Dietro l'offensiva di matrice DDoS, la tecnica che consiste nel saturare un sito bersaglio con un volume abnorme di richieste di accesso per mandarlo in tilt, ci sarebbero gli hacker filorussi del collettivo Noname057(16). La Polizia postale, dalle prime ore di questa mattina, sta conducendo gli accertamenti del caso: è stato attivato il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche, mentre anche l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha contattato il ministero per seguire l'evoluzione della vicenda.
Parallelamente alle verifiche sul portale centrale, sono in corso analisi anche sui siti delle sedi diplomatico-consolari italiane all'estero. L'obiettivo è accertare se vi siano stati tentativi analoghi diretti contro la rete periferica della Farnesina, un fronte particolarmente sensibile perché comprende ambasciate e consolati esposti a potenziali azioni della stessa natura.
La rivendicazione e il contesto degli attacchi precedenti
Il gruppo Noname057(16) non è nuovo a operazioni di questo tipo contro obiettivi italiani. Nel febbraio scorso la stessa crew aveva rivendicato una serie di attacchi DDoS che avevano preso di mira diverse sedi del ministero degli Esteri, a partire dall'ambasciata a Washington, e alcuni siti legati ai Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina, compresi portali di strutture alberghiere dell'area ampezzana.
In quella circostanza, il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva parlato di azioni «rispedite al mittente» e aveva confermato la matrice russa, sottolineando come gli stessi autori avessero motivato l'attacco con la politica pro-Ucraina del governo italiano. Nella rivendicazione firmata dalla crew si leggeva che «il supporto ai terroristi ucraini è punibile con i nostri missili Ddos».
Il rafforzamento delle difese digitali del ministero
Sul fronte della risposta istituzionale, il titolare della Farnesina ha rivendicato il percorso di potenziamento avviato negli ultimi mesi. «La cybersicurezza è un elemento centrale della riforma della Farnesina approvata lo scorso anno», ha dichiarato Tajani. «Abbiamo rafforzato le nostre capacità di prevenzione, monitoraggio e risposta alle minacce, adottando tutte le necessarie contromisure anche sul piano tecnologico».
Il ministro ha anche ricordato di aver illustrato le attività della Sala Operativa Csirt al ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul in occasione della sua recente visita a Roma.
Il ruolo del Polo Strategico Nazionale nella protezione delle infrastrutture
Il coinvolgimento del Polo Strategico Nazionale nelle operazioni di monitoraggio e mitigazione non è casuale. Il PSN è l'infrastruttura cloud ad alta affidabilità creata per ospitare dati e servizi critici della Pubblica Amministrazione, realizzata attraverso un partenariato pubblico-privato che vede la partecipazione di TIM, Leonardo, CDP Equity e Sogei.
I suoi data center, distribuiti sul territorio nazionale, hanno conseguito le certificazioni di livello 4 rilasciate dall'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, il massimo livello consentito, che autorizza il trattamento dei cosiddetti «Dati Strategici». La convenzione quadro disciplina la migrazione dei servizi delle amministrazioni verso questa infrastruttura, con l'obiettivo di dotare la macchina pubblica di standard elevati di resilienza e indipendenza tecnologica.
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