Attacco hacker alla Farnesina, l'ombra dei filorussi dietro il blitz informatico

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il sito della Farnesina è finito sotto attacco informatico nella mattinata di giovedì 8 ottobre. Il blitz, attribuito al collettivo filorusso Noname057(16), è arrivato a poche ore di distanza dalle dichiarazioni della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che aveva definito «malsani» e «irrispettosi» nei confronti degli italiani i recenti moniti del titolare della diplomazia italiana Antonio Tajani sul rischio di interferenze russe nelle prossime elezioni politiche.

La rivendicazione del collettivo Noname057(16)

Dietro l'assalto informatico, secondo quanto ricostruito, ci sarebbe il gruppo di hacktivisti nell'orbita di Mosca Noname057(16), una sigla comparsa sulla scena pubblica a marzo 2022, poche settimane dopo l'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina. L'azione ha assunto la forma di un attacco DDoS, ovvero un'ondata massiccia di richieste artificiali indirizzate verso il sito bersaglio per saturarne i sistemi e renderlo inaccessibile.

Il collettivo ha rivendicato in diverse occasioni operazioni contro obiettivi italiani, inserendosi in quella che gli analisti di sicurezza descrivono come una campagna più ampia condotta contro i Paesi che sostengono Kyiv.

La risposta della Farnesina e le contromisure

La Farnesina ha confermato l'episodio con una nota ufficiale, precisando che «l'attacco è stato efficacemente mitigato dai sistemi di protezione, senza provocare disservizi». La situazione, si legge nel comunicato, è costantemente monitorata dal ministero in collaborazione con il Polo Strategico Nazionale e in raccordo con le autorità competenti. Parallelamente sono in corso analisi anche sui siti delle sedi diplomatico-consolari italiane all'estero, per verificare la possibilità di tentativi analoghi.

Sul fronte investigativo si sono mossi la Polizia Postale e il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche, mentre l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha attivato i propri canali con il ministero.

Le parole di Tajani e il rafforzamento delle difese digitali

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è intervenuto sull'accaduto rivendicando il potenziamento delle difese informatiche attuato negli ultimi mesi. «La cybersicurezza è un elemento centrale della riforma della Farnesina approvata lo scorso anno», ha dichiarato, spiegando che sono state rafforzate le capacità di prevenzione, monitoraggio e risposta alle minacce, con l'adozione di tutte le necessarie contromisure sul piano tecnologico.

Il titolare della Farnesina aveva avuto modo di illustrare le tecnicalità della Sala Operativa CSIRT anche al ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul durante la sua recente visita a Roma. La sala operativa, inaugurata nel febbraio scorso, opera in presenza 24 ore su 24, 365 giorni l'anno e nel solo 2026 ha gestito oltre 150 mila attacchi, tra cui una trentina di tipo DDoS contro siti e servizi web ministeriali.

Il quadro europeo e le iniziative diplomatiche

Sul piano europeo, l'Italia ha annunciato l'intenzione di lavorare insieme alla Romania e ad altri Stati membri per portare nelle prossime riunioni comunitarie proposte di designazione nei confronti degli attori responsabili di attacchi informatici, compresi quelli diretti contro istituzioni italiane.

La vicenda si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso le attività del collettivo Noname057(16), già finite nel mirino di un'operazione internazionale coordinata da Europol ed Eurojust nel luglio 2025, denominata Eastwood, che aveva portato all'interruzione di oltre cento sistemi utilizzati dall'infrastruttura del gruppo e all'arresto di due persone, una in Francia e una in Spagna. Nonostante il colpo inferto alla rete, le attività del collettivo non si sono arrestate, come dimostra l'episodio che ha coinvolto il sito della diplomazia italiana.

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