L’ipotesi accise e lo stop ai furbetti dell’rc auto, il piano del governo per l’estate
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Redazione Interno
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L’agenda politica del governo, per quanto concerne il comparto mobilità e trasporti, si trova attualmente a dover gestire due binari paralleli, entrambi piuttosto delicati: da un lato la lotta all’evasione dell’assicurazione obbligatoria, fenomeno che il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini intende contrastare con metodi tecnologici avanzati; dall’altro la necessità, sempre più impellente, di intervenire sul caro-carburanti, acuitosi nelle ultime due settimane a causa delle rinnovate tensioni belliche in Medio Oriente, dove lo scontro tra Stati Uniti-Israele e Iran ha fatto impennare nuovamente le quotazioni del greggio e, di riflesso, i prezzi alla pompa per automobilisti e autotrasportatori.
Per quanto riguarda la prima direttrice, quella della sicurezza stradale e della compliance assicurativa, il titolare del Mit ha annunciato, nel corso del question time alla Camera, l’intenzione di varare entro l’estate un provvedimento normativo che rivoluzionerà i sistemi di controllo. L’idea, già illustrata ai tavoli tecnici competenti, è quella di estendere le capacità di accertamento della Polizia Stradale e delle altre forze dell’ordine, permettendo loro di utilizzare non solo le tradizionali telecamere mobili, ma anche quelle fisse, come i varchi elettronici posti agli ingressi delle Ztl o gli stessi autovelox, per incrociare i dati delle targhe con le banche dati della Motorizzazione e delle compagnie assicurative. In pratica, un veicolo privo della copertura Rc Auto, che ricordiamo essere obbligatoria per legge, verrebbe segnalato in tempo reale, consentendo la contestazione immediata della violazione e, nei casi più gravi, il sequestro del mezzo, così da contrastare un’evasione che, stando alle stime, riguarda ormai milioni di veicoli in circolazione.
Il ministro Salvini, nel precisare i contorni dell’iniziativa, ha chiarito che si tratta di un lavoro complesso, che coinvolge diversi dicasteri e che dovrà passare al vaglio del Garante per la Privacy, dato che si tratta di un utilizzo massivo dei dati personali, ma l’obiettivo politico è chiaro: dichiarare guerra a quei conducenti che, spesso per ragioni economiche ma talvolta anche per mera elusione, rappresentano un pericolo per sé e per gli altri, trasformandosi in potenziali “mine vaganti” sulle strade italiane. Se da un lato, infatti, la crisi economica e l’aumento dei premi assicurativi hanno spinto molte famiglie a rinunciare alla copertura, dall’altro il rischio in caso di sinistro ricade poi sul Fondo vittime della strada, con un aggravio per la collettività. Il sistema, come spiegato dallo stesso ministro, si baserebbe su dispositivi già operativi per altre funzioni, che andrebbero semplicemente implementati con nuovi software in grado di dialogare con gli archivi del ministero, garantendo così un filtro continuo e capillare sul territorio.
Parallelamente a questa stretta annunciata, il governo sta valutando una misura di segno opposto, ovvero un possibile taglio delle accise sui carburanti. L’argomento, caldo anche a causa delle proteste degli autotrasportatori, era stato rilanciato nelle ultime ore da alcuni esponenti dell’esecutivo, tra cui il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, che ha parlato di valutazioni in corso per l’attivazione del meccanismo delle cosiddette “accise mobili”. Si tratterebbe di un intervento per calmierare i prezzi di benzina e diesel, schizzati verso l’alto proprio a causa delle tensioni geopolitiche che stanno infiammando il Medio Oriente, con il timore di ripercussioni sull’intera filiera economica e sui prezzi al consumo. Tuttavia, nonostante le dichiarazioni di intenti, il quadro appare ancora piuttosto fluido: al recente Consiglio dei ministri, infatti, la misura non è stata discussa in modo compiuto, lasciando intendere che i tempi non siano ancora maturi o che si stia cercando una quadra più solida per evitare di gravare eccessivamente sui conti pubblici.




