Garlasco, il caso Poggi: i genitori contro le illazioni, "basta infangare la memoria di Chiara"
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Redazione Interno
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«Si fanno delle illazioni su una ragazza che non può difendersi: è ora di dire basta». Rita Preda, madre di Chiara Poggi, la giovane uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, rompe il silenzio durante un’intervista a Chi l’ha visto?, respingendo con fermezza le ultime teorie emerse in televisione. Insieme al marito Giuseppe, smentisce categoricamente le voci su un presunto doppio cellulare e una relazione parallela della figlia. «Non c’è nulla di vero», ribadiscono, mentre cresce la rabbia per un caso che, dopo anni, continua a essere distorto da speculazioni mediatiche.
La polemica esplode dopo un servizio de Le Iene che ha riportato l’ipotesi – avanzata da un condannato coinvolto nello scandalo del Santuario della Bozzola – secondo cui Chiara sarebbe stata uccisa perché «aveva scoperto tutto». Un’affermazione che, sebbene priva di riscontri giudiziari, ha riaperto ferite mai rimarginate. «Come si fa a gettare fango su una ragazza senza pensare a come è stata uccisa? Com’era quando era su quella scala?», ha denunciato Rita Preda a Tgcom24, riferendosi alla posizione in cui il corpo della figlia fu ritrovato.
I Poggi, che per anni hanno mantenuto un profilo riservato, ora minacciano querele contro chi diffonde «teorie squallide». «Le indagini spettano alla Procura di Pavia, non a chi ne discute in tv», ha sottolineato Giuseppe Poggi, criticando l’approccio sensazionalistico di alcuni programmi. La coppia insiste sul fatto che la vita di Chiara, già esaminata nei minimi dettagli durante le indagini, non abbia mai restituito elementi controversi. «Perché continuare adesso?», si chiedono, mentre l’attenzione si sposta sulle responsabilità di chi alimenta narrazioni prive di fondamento.
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