Processo Grillo, in aula le dirigenti del centro antiviolenza per rispetto della vittima

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una presenza discreta, quella di Patrizia Desole e Piera Bisson, che ha assunto un significato profondo nell'aula del tribunale di Tempio Pausania. Le due dirigenti del Centro Antiviolenza di Olbia hanno scelto di presenziare all'ultima udienza del processo a Ciro Grillo e ai tre amici, Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia, imputati per violenza sessuale di gruppo. Una scelta motivata, come hanno loro stesse spiegato, da un semplice ma fondamentale atto di sostegno: «Lo abbiamo fatto per rispetto della vittima», la cui assenza in quel momento cruciale ha reso ancor più palpabile la tensione.

I giudici si sono ritirati in camera di consiglio nel primo pomeriggio, comunicando agli avvocati di fare ritorno in aula per le 18.30-19, orario in cui è attesa la sentenza di primo grado. Conclusa l'8 luglio scorso la lunga requisitoria del procuratore Gregorio Capasso – che si è articolata in due distinte giornate – la Corte è ora chiamata a deliberare dopo un processo nato dalla denuncia di una ragazza, all'epoca dei fatti diciannovenne come gli imputati, riguardo a quanto accaduto nella notte tra il 16 e il 17 luglio 2019 nella villa di famiglia in Costa Smeralda.

Il procuratore Capasso ha chiesto per ciascuno dei quattro imputati una condanna a nove anni di reclusione, pur riconoscendo le attenuanti generiche previste dal codice penale. Contro di loro, la cui posizione è stata difesa con forza dai legali che hanno sottolineato una presunta non attendibilità della giovane, pende l'accusa di violenza sessuale di gruppo. Anche i ragazzi, così come la parte offesa, hanno fatto assenti dall'aula in questa giornata decisiva.

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