Aggressione a Muggiò, l’associazione: "La vittima mai chiesto aiuto ai centri antiviolenza"
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Redazione Interno
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La notizia dell’aggressione, avvenuta martedì nel tardo pomeriggio nell’appartamento della coppia a Muggiò, dove un uomo ha accoltellato la moglie trentunenne per poi costituirsi spontaneamente ai carabinieri con gli abiti ancora imbrattati di sangue, ha immediatamente allertato le realtà che sul territorio brianzolo operano nel contrasto alla violenza di genere. Luisa Oliva, presidente dell’associazione White Mathilda, impegnata da quindici anni in questo ambito, ha subito verificato, contattando anche la rete dei centri antiviolenza Artemisia, se la giovane donna avesse mai cercato sostegno. "Non la conoscevo, e anche sentendo Artemisia nessuno aveva mai sentito parlare di questa ragazza", ha spiegato Oliva, sottolineando come questo dato, in sé, costituisca un elemento significativo poiché indica che la vittima non aveva mai percepito la necessità di chiedere un aiuto esterno prima dell’esplosione di violenza che l’ha portata in condizioni molto serie al San Gerardo di Monza.
L’iter giudiziario e l’udienza di convalida
L’autore del gesto, Sergio Laganà, quarantatreenne, è stato arrestato con l’accusa di tentato femminicidio e attende nella casa circondariale di Monza l’interrogatorio dinanzi alla giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza Angela Colella, fissato per le nove e trenta di questa mattina nell’ambito dell’udienza di convalida del fermo. All’uomo, che si è presentato spontaneamente alle forze dell’ordine dopo i fatti, è stato nominato un difensore d’ufficio, l’avvocata Chiara Felice, la quale ha già incontrato il suo assistito in carcere. La stessa legale ha riferito sullo stato del proprio assistito, definendolo "sotto choc", una condizione che, a suo dire, coinvolgerebbe anche i familiari dell’uomo, ma ha altresì assicurato che questi "risponderà a tutto" durante il confronto con il magistrato.
La dinamica e il contesto dell’intervento
Mentre la giovane moglie resta ricoverata in ospedale, dove le sue condizioni vengono descritte come molto gravi, l’attenzione delle autorità giudiziarie si concentra ora sulla ricostruzione precisa della dinamica che ha portato all’accoltellamento, un episodio che si è consumato tra le mura domestiche, luogo purtroppo statisticamente più pericoloso per le donne. L’associazione White Mathilda, pur non avendo avuto precedenti contatti con la vittima, ha espresso la propria totale disponibilità a fornire supporto, mentre le indagini procedono per accertare ogni aspetto, comprese le eventuali tensioni pregresse nella coppia che, non essendo emerse attraverso i canali di aiuto tradizionali, restano al momento oggetto di approfondimento da parte degli inquirenti.
Le dichiarazioni e il silenzio delle parole
Di fronte a eventi di tale gravità, le istituzioni locali hanno fatto sentire la propria voce, esprimendo sgomento e vicinanza, anche se le parole, come ammesso da alcuni, faticano a descrivere una violenza tanto improvvisa quanto dolorosa. L’attenzione, al di là delle necessarie espressioni di cordoglio, rimane puntata sull’iter processuale che si apre e sulla cura della donna ferita, mentre le associazioni sottolineano, ancora una volta, l’importanza di riconoscere i segnali di allarme in un contesto, quello della violenza domestica, che spesso si alimenta nel silenzio e nell’isolamento prima di manifestarsi in forme estreme.




