Italia senza piano antiviolenza dal 2023, ActionAid denuncia il rallentamento degli interventi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La violenza maschile contro le donne, fenomeno strutturale e non emergenziale, continua a mietere vittime mentre l’Italia, secondo ActionAid, sconta un vuoto strategico nella lotta al femminicidio. Dal 2023, infatti, manca un piano nazionale antiviolenza aggiornato, lasciando interventi e risorse in una fase di stallo che rischia di compromettere anni di progressi, seppur lenti. L’organizzazione, che da anni monitora le politiche di contrasto alla violenza di genere, sottolinea come l’assenza di una regia unitaria stia frammentando le azioni sul territorio, con disparità nell’accesso ai servizi e nella prevenzione.

Intanto, i casi di femminicidio – che pure hanno visto un lieve calo numerico rispetto agli anni passati – mantengono dinamiche inquietantemente simili, come dimostrano le tragiche storie di Ilaria Sula e Sara Campanella, entrambe uccise a 22 anni. Le due giovani, le più giovani vittime del 2025, rappresentano un macabro specchio di un fenomeno che colpisce senza distinzioni geografiche o sociali. Le indagini, ancora in corso, rivelano percorsi di violenza precedenti, segnali spesso sottovalutati nonostante le campagne di sensibilizzazione.

Di fronte a questa realtà, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha annunciato l’inserimento dell’educazione al rispetto delle donne nelle nuove Linee Guida per l’Educazione civica, definendolo un "obiettivo trasversale" a tutti i curricula. "La scuola deve fare la sua parte in un’azione corale", ha dichiarato, riferendosi agli ultimi episodi di cronaca. Un passo necessario, ma che da solo non basta a colmare il ritardo accumulato: i centri antiviolenza, molti dei quali operano in condizioni di precarietà, chiedono da tempo finanziamenti stabili e un coordinamento nazionale.

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