Malagò lascia il Coni dopo 12 anni, oggi si vota per il successore
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Redazione Sport
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Giovanni Malagò ha vissuto i suoi ultimi istanti da presidente del Coni con un misto di emozione e consapevolezza, mentre Ferdinando Mezzelani, fotografo storico dell’ente, immortalava ogni gesto: dall’addio allo studio di Palazzo H alla discesa della scalinata, fino all’ultimo saluto alle 19.26. Un commiato scandito da immagini che raccontano dodici anni di mandato, tre quadrienni segnati da successi e sfide, gestiti – come lo stesso Malagò ha più volte ribadito – con "spirito di servizio". Oggi, alle 10, al centro di preparazione olimpica "Giulio Onesti", si apre una nuova fase: l’assemblea elettiva del Coni è chiamata a scegliere il successore tra otto candidati, numero record nella storia dell’istituzione.
Tra i papabili spiccano Luciano Buonfiglio, vicepresidente durante il primo mandato di Malagò e da questi apertamente sostenuto, e Luca Pancalli, presidente della Federcanoa dal 2005. Buonfiglio, ex atleta azzurro con alle spalle 36 presenze in nazionale tra il 1968 e il 1980 – incluso un tentativo olimpico a Montreal ’76 – punta su un programma basato su "identità, visione e sinergia", promettendo maggiore coinvolgimento degli attori dello sport italiano. Pancalli, dal canto suo, rappresenta un’alternativa consolidata, con una carriera federale lunga quasi vent’anni.
L’elezione, tuttavia, non è esente da tensioni. L’eventuale riammissione di Ettore Thermes, candidato inizialmente escluso, potrebbe complicare gli equilibri, mentre si susseguono voci di accordi sottobanco e rivalità tra federazioni. Malagò, intervistato da La Stampa, ha rivendicato con orgoglio l’eredità lasciata: "Un prestigio altissimo, nazionale e internazionale", ha dichiarato, senza entrare nel merito delle preferenze per il successore.




