Buonfiglio al Coni, vince la continuità nel solco di Malagò

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Luciano Buonfiglio, 74 anni, napoletano, ex atleta olimpico a Montreal ’76 e presidente della federazione di canoa e kayak dal 2005, è il nuovo volto del Coni. Ma a guardare bene, non è poi così nuovo. La sua elezione, infatti, rappresenta una scelta di continuità netta con Giovanni Malagò, che dopo dodici anni lascia la presidenza pur restando, di fatto, un punto di riferimento imprescindibile.

La vittoria di Buonfiglio, che pure è un dirigente competente e apprezzato, è stata resa possibile proprio dall’appoggio del predecessore. Senza di esso, difficilmente avrebbe avuto la meglio su Luca Pancalli, il rivale più diretto, che pure aveva cercato di raccogliere consensi tra quanti speravano in un cambiamento più marcato. Ma il Coni, evidentemente, non era pronto a voltare pagina. E così, mentre nei salotti romani si sussurra che "si scrive Buonfiglio ma si legge Malagò", il nuovo presidente ha già chiarito che la sua sarà un’"evoluzione", parola dietro cui si nasconde, in realtà, la volontà di non stravolgere l’impostazione data dall’ex numero uno.

Del resto, Malagò lascia un’eredità pesante: non solo un’organizzazione diventata un vero e proprio brand, ma anche il grande progetto delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, nate dopo il clamoroso dietrofront di Roma 2024, affossato dall’allora sindaca Virginia Raggi. Un’occasione mancata che ancora brucia, e che rende ancor più cruciale il lavoro del nuovo presidente.

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