Buonfiglio, primo napoletano alla guida del Coni: una vita in canoa e il traguardo più importante
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Redazione Sport
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Luciano Buonfiglio, che il prossimo 15 novembre compirà 75 anni, è il nuovo presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, il primo napoletano a ricoprire questo ruolo e anche il primo ad aver partecipato a un’Olimpiade come atleta. La sua elezione, avvenuta al primo scrutinio con 47 voti – sei in più della maggioranza necessaria –, segna una svolta nella storia dello sport italiano, non solo per le sue origini ma per il percorso che lo ha portato fin qui.
Nato e cresciuto nel segno del Circolo Posillipo, di cui è figlio illustre, Buonfiglio ha sempre mantenuto un legame viscerale con la sua città e con lo sport acquatico. «Se ci sarà? Certo che ci sarà», ha risposto senza esitazione quando gli è stato chiesto della festa per i cento anni del club, in programma il 9 luglio. All’evento, oltre a lui, sarà presente anche Giovanni Malagò, suo predecessore alla guida del Coni, che in una telefonata gli ha assicurato: «Posso mai mancare alla cena del mio circolo?».
Quella di Buonfiglio è una carriera costruita pagaiata dopo pagaiata, come ama ricordare lui stesso, usando la metafora della canoa per descrivere le tappe della sua vita. «Anche stavolta, prima di tagliare il traguardo, mi sono guardato a destra e sinistra», ha detto riferendosi alla vittoria. Una vittoria che, però, non è stata solo sua. Dietro le quinte, infatti, si è consumato un abile gioco politico, orchestrato da Franco Carraro, vero e proprio “Gattopardo” dello sport italiano. La sua strategia, riassumibile nella celebre frase «Se vogliamo che tutto cambi, bisogna che tutto rimanga com’è», ha permesso a Buonfiglio di emergere senza dover ricorrere a scontri frontali.




