Coni, si chiude l’era Malagò: Buonfiglio e Pancalli i favoriti per la successione

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Roma – Domani, quando l’assemblea del Coni voterà il nuovo presidente, si chiuderà ufficialmente l’era di Giovanni Malagò, che dopo undici anni lascia un’istituzione profondamente trasformata. «Lascio un prestigio altissimo, sia nazionale sia internazionale, dello sport italiano», ha dichiarato alla Stampa, sottolineando i «risultati mai ottenuti prima», i conti in ordine e un’agenda fitta di eventi, a partire dai Giochi del 2026. Ma mentre Malagò si prepara a passare il testimone – con la musica di Morricone in sottofondo, come ha scherzato – la battaglia per la sua eredità è già iniziata.

I due candidati più forti sono Luciano Buonfiglio, sostenuto dallo stesso Malagò, e Luca Pancalli, appoggiato tra gli altri da Paolo Barelli. Buonfiglio, ex pentatleta e figura storica del movimento paralimpico, rappresenta la continuità con l’attuale presidenza. Pancalli, invece, canoista alle Olimpiadi del ’76 e allenatore di campioni come Josefa Idem, punta su un rinnovamento che guardi anche alle discipline meno mediatiche. Due profili diversi, che riflettono le tensioni interne a un’organizzazione chiamata a bilanciare tradizione e innovazione.

La scelta non sarà semplice. Dal 1914, anno in cui il marchese Carlo Compans de Brichanteau de Challant – aiutante di campo del generale Cadorna – divenne il primo presidente del Coni, solo undici persone hanno ricoperto l’incarico. Un numero pari a quello dei papi nello stesso periodo, a sottolineare la quasi «natura pontificale» del ruolo. Oggi, però, le regole sono cambiate: la riforma voluta dal governo ha limitato a tre i mandati consecutivi, impedendo carriere lunghe come quella di Giulio Onesti, che guidò il Coni per oltre trent’anni.

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