Gaza, lanci aerei di aiuti umanitari definiti "pericolosi" da Medici Senza Frontiere

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Caroline Willemen, project coordinator di Medici Senza Frontiere, non usa mezzi termini nel descrivere la criticità dei lanci aerei di aiuti umanitari su Gaza. «Il problema più grave è che sono pericolosi», afferma, sottolineando come la densità della popolazione, costretta in appena il 20% della Striscia, renda quasi inevitabile che i pacchi cadano in aree sovraffollate o in zone di combattimento. «Avvicinarsi per recuperarli significa rischiare di essere colpiti dalle forze israeliane», aggiunge, confermando che, nonostante il disperato bisogno di cibo, il metodo stesso di distribuzione aggrava i rischi per i civili.

Intanto, fonti mediche palestinesi riportano altri sei morti per fame nelle ultime 24 ore, un dato che contrasta platealmente con le dichiarazioni dell’inviato speciale statunitense Steve Witkoff, secondo cui «a Gaza non c’è fame». Le cifre, però, parlano chiaro: l’ONU conferma che solo il 10% degli aiuti raggiunge effettivamente la popolazione. Tra il 19 maggio e il 2 agosto, su 40mila tonnellate di beni umanitari scaricati, appena 4.100 sono arrivate a destinazione. Il resto è stato «intercettato», termine che include sia saccheggi da parte di civili affamati sia sequestri da parte di gruppi armati.

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