Tregua a Gaza, Israele accetta il piano Usa ma Hamas frena: «Non risponde alle nostre richieste»
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Redazione Esteri
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Mentre gli attacchi nella Striscia di Gaza continuano a mietere vittime, con almeno 37 morti solo oggi secondo il ministero della Salute controllato da Hamas, il piano di tregua proposto dagli Stati Uniti sembra dividere le parti in causa. Israele, dopo avere dato il via libera all’espansione di 22 colonie in Cisgiordania – una mossa che ha placato l’ala più radicale del governo – ha formalmente accettato la proposta avanzata dall’inviato americano Steve Witkoff, che prevede una sospensione dei combattimenti per 60 giorni e il rilascio graduale degli ostaggi. Ma Hamas, pur non respingendo del tutto l’accordo, ha fatto sapere di considerarlo «sbilanciato» a favore di Tel Aviv, lasciando intendere che le trattative potrebbero arenarsi.
Netanyahu, nel confermare l’adesione al piano durante un incontro con i familiari dei prigionieri, aveva già anticipato di aspettarsi un rifiuto da parte palestinese. E se la tv saudita Al Arabiya aveva inizialmente riportato un’apertura anche da Gaza, la notizia è stata rapidamente smentita da entrambi i fronti. «Stiamo valutando con senso di responsabilità», hanno precisato fonti vicine a Hamas, che però hanno sottolineato come alcune richieste fondamentali – tra cui il ritiro totale delle truppe israeliane e un cessate il fuoco permanente – siano state ignorate. Intanto, i raid proseguono: nel campo profughi di Bureij, nel centro della Striscia, tre abitazioni sono state colpite in successione, uccidendo 19 persone secondo Al Jazeera




