Medicina, boom di iscrizioni dopo la riforma: Padova, Foggia e Roma tra i numeri record

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A Padova, dove la facoltà di Medicina vanta una tradizione secolare, si è chiuso venerdì il termine per le iscrizioni al primo anno senza test d’ingresso, e il risultato è senza precedenti: 3.687 matricole, sei volte più che nel periodo pre-riforma. Un dato che, se da un lato conferma l’attrattiva del percorso di studi, dall’altro solleva interrogativi sulle modalità di selezione. Gli studenti seguiranno lezioni online fino a dicembre, quando solo i più preparati supereranno l’esame che consentirà loro di proseguire verso la laurea.

La Toscana, con i suoi tre atenei, registra circa 4.500 adesioni al "semestre filtro", un sistema che ha rimpiazzato il numero chiuso ma che, secondo il rettore dell’Università di Pisa Riccardo Zucchi, «non risolve il problema di fondo». «La questione — spiega — non è tanto quanti entrano, ma come vengono scelti». Un’osservazione che riflette le criticità di un meccanismo ancora in fase di assestamento, dove l’assenza di un criterio univoco rischia di generare disparità.

A Foggia, intanto, sono quasi 900 gli iscritti al semestre filtro per Medicina e Odontoiatria, un traguardo che l’ateneo considera un «voto di fiducia» nel proprio ruolo formativo. Numeri che, seppur distanti da quelli delle grandi università, segnano una crescita significativa per un polo che punta a consolidarsi come punto di riferimento nel Mezzogiorno.

Roma, però, domina la classifica con oltre 8.000 candidati tra Sapienza e Tor Vergata, inclusi i futuri veterinari. La capitale conferma così il suo primato, attirando aspiranti medici non solo dal Lazio ma da tutta Italia. Un fenomeno che, se da un lato esalta la capacità di attrazione degli atenei romani, dall’altro ripropone il dilemma di come gestire un afflusso così massiccio senza compromettere la qualità della didattica.

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