Acido contro l'avvocato Broccio a Messina, convalidato il fermo per Maria Grazia Messina

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Redazione Interno Redazione Interno   -   È rimasta in carcere Maria Grazia Messina, la donna di 47 anni accusata di aver lanciato dell'acido corrosivo contro l'avvocato messinese Pierfrancesco Broccio. Il gip di Catania Stefano Montoneri ha convalidato il fermo disposto dalla Procura di Messina al termine dell'udienza di garanzia, disponendo la custodia cautelare in carcere.

La difesa, rappresentata dall'avvocato d'ufficio Fabrizio Ferraro, aveva chiesto il trasferimento della donna in una struttura idonea ad assistere persone con problematiche psichiatriche, ma il giudice ha accolto la richiesta della Procura, mantenendo la detenzione nell'istituto penitenziario di Piazza Lanza.

Le condizioni dell'indagata durante l'interrogatorio

Nel corso dell'interrogatorio di garanzia, la 47enne non sarebbe stata in grado di fornire una ricostruzione lineare dei fatti. Secondo quanto riferito dal suo legale, la donna avrebbe manifestato difficoltà nel rispondere alle domande del giudice, sovrapponendo le proprie affermazioni ai quesiti e pronunciando frasi sconnesse, prive di un collegamento logico con i fatti contestati.

Una condizione che aveva già destato perplessità al momento del fermo e che ora sarà oggetto di ulteriori valutazioni da parte dell'autorità giudiziaria, chiamata a stabilire se la donna sia in grado di partecipare consapevolmente al procedimento a suo carico.

La dinamica dell'aggressione

L'episodio risale allo scorso 26 settembre, quando l'avvocato Broccio si era recato alla stazione di Messina Centrale per prelevare quella che era stata sua cliente in passato. La donna gli aveva chiesto un incontro per sottoporgli alcuni documenti relativi a una vicenda penale. Durante il tragitto verso lo studio del legale, nella frazione di Santo Stefano Medio, la 47enne avrebbe estratto dalla borsa una bottiglietta che sembrava contenere acqua, chiedendo di bere.

Poco dopo, al momento di scendere dall'auto, avrebbe lanciato il liquido corrosivo sul volto e sul corpo dell'uomo, per poi fuggire a piedi.

Le ferite riportate e il ricovero

Nonostante le ustioni, Broccio è riuscito a raggiungere il proprio studio e a chiedere l'intervento dei soccorsi. Trasportato inizialmente al Policlinico di Messina, è stato successivamente trasferito al Centro Grandi Ustioni dell'ospedale Cannizzaro di Catania, dove è ricoverato con una prognosi riservata. Le lesioni interessano circa il 20 per cento della superficie corporea e sono profonde, data la natura caustica della sostanza utilizzata. Gli occhiali che indossava avrebbero contribuito a proteggere gli occhi dall'aggressione.

Le condizioni del legale non destano preoccupazioni per la sua incolumità.

Gli sviluppi giudiziari

Dopo la fuga, le ricerche condotte dai carabinieri dei comandi provinciali di Messina e Catania si sono concluse nella serata del 27 settembre, quando la donna è stata rintracciata in via Francesco Crispi a Catania. Alla 47enne è stato notificato il decreto di fermo emesso dalla Procura di Messina per lesioni personali aggravate. Gli atti sono stati trasmessi all'autorità giudiziaria di Messina, competente per territorio, che dovrà pronunciarsi sulle successive determinazioni in merito alla misura cautelare.

La vicenda processuale si intreccia con un precedente giudiziario che risale al 2007, quando la donna fu coinvolta nell'omicidio del marito a Catania e, dopo il riconoscimento della seminfermità mentale, trascorse parte della pena presso l'ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto, tornando in libertà nel 2020.

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