Roma, stallo Mora: il Porto non molla la presa, la trattativa si complica

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il tempo scorre e la trattativa tra Roma e Porto per Rodrigo Mora resta ferma al palo. Da mercoledì le due società sono impegnate in un braccio di ferro che, con il passare delle ore, sembra allontanare sempre più il trequartista portoghese dalla Capitale.

La posizione dei giallorossi è chiara e fin qui è rimasta inamovibile: sette milioni per il prestito oneroso, condito da un diritto di riscatto fissato a 43 milioni che si trasformerebbe in obbligo al verificarsi di due condizioni, ovvero il raggiungimento del sessanta per cento delle presenze del calciatore e la contemporanea qualificazione della Roma alla prossima edizione della Champions League. Una formula che i dirigenti capitolini ritengono equilibrata, considerati i rischi legati all'adattamento di un giovane in un campionato nuovo e alla possibilità di non centrare l'obiettivo europeo.

Il muro del Porto e le pretese economiche

Sul fronte opposto, il Porto non intende arrendersi e mantiene una linea dura che al momento non lascia spazio a compromessi. I dragões chiedono dieci milioni di euro immediati per il prestito, con un'obbligazione di riscatto che scatta in automatico a prescindere dalla posizione in classifica della squadra allenata da Gasperini, e aggiungono al pacchetto anche una percentuale sulla futura rivendita del giocatore.

Una richiesta che la Roma giudica eccessiva, non solo sul piano economico ma anche su quello della sostenibilità di un'operazione che legherebbe il club a un esborso futuro senza garanzie legate ai risultati sportivi. Nonostante le distanze, la trattativa non è stata ufficialmente archiviata e, in un mercato che ha già riservato innumerevoli colpi di scena, nessuna delle due parti ha chiuso definitivamente la porta.

Il ruolo di Jorge Mendes e il fattore tempo

In questo contesto di stallo, l'agente Jorge Mendes gioca un ruolo potenzialmente decisivo, anche se la sua capacità di mediazione dovrà fare i conti con la rigidità dei presidenti. Il super procuratore portoghese ha tutto l'interesse a far concretizzare il trasferimento del suo assistito, dal momento che il suo guadagno è direttamente legato alla buona riuscita dell'affare; tuttavia, finora i suoi tentativi di avvicinare le posizioni non hanno prodotto risultati concreti.

Il ragazzo, che ha manifestato la volontà di approdare a Roma per giocare la Champions League, si trova così in una sorta di limbo, in attesa che la diplomazia del suo agente riesca a compiere il "miracolo" di cui si parla in Portogallo. Ma il tempo stringe e la Roma, come insegna la storia recente del suo direttore sportivo, non è disposta ad attendere oltre una finestra massima di tre o quattro giorni prima di orientare le proprie attenzioni su profili alternativi per la fascia sinistra.

Piani alternativi e scenari di mercato

L'eventuale fumata nera per Mora non lascerebbe la Roma a mani vuote, considerando che il club sta già valutando altre piste per rinforzare il reparto offensivo. In particolare, il nome di Fofana, accostato più volte ai giallorossi nelle ultime settimane, rappresenterebbe un'opzione concreta verso cui virare in caso di fallimento della trattativa con i lusitani. Allo stesso tempo, per il calciatore portoghese si profilano scenari alternativi che potrebbero portarlo lontano dall'Italia, con il Galatasaray che sembra aver già sondato il terreno per un eventuale colpo di mercato.

Le prossime ore, in questo senso, saranno cruciali per capire se il muro eretto dal Porto cederà di fronte alle insistenze di Mendes e alla volontà del giocatore, oppure se la dirigenza romanista deciderà di archiviare la pista per concentrarsi su obiettivi più percorribili.

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