Genoa-Sassuolo, rissa nel tunnel: espulsi Berardi ed Ellertsson. La rabbia per un tunnel e un braccio largo
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Redazione Sport
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Quel che doveva essere un riposo per riordinare le idee si è trasformato in un ring improvvisato nel sottopassaggio del Ferraris. Al termine di un primo tempo già nervoso, concluso sul parziale di 1-0 per i rossoblù grazie alla prodezza di Malinovskyi, la tensione è esplosa nel momento del rientro negli spogliatoi. L’arbitro Rapuano, che nei primi 45 minuti aveva già estratto quattro cartellini gialli, si è trovato a gestire una situazione di caos totale quando il tunnel è diventato teatro di uno scontro diretto tra il capitano del Sassuolo, Domenico Berardi, e l’esterno del Genoa, Mikael Egill Ellertsson. Al termine della zuffa, sedata a fatica dai compagni e da altri calciatori accorsi per dividere i contendenti, il direttore di gara non ha avuto alternative: doppio cartellino rosso, costringendo entrambe le formazioni a giocare tutta la ripresa in dieci contro dieci.
Un’azione dimenticata, una rissa inevitabile
Per comprendere la genesi dell’inferno, occorre tornare indietro di qualche secondo, all’ultima azione del primo tempo. Lì, il difensore del Genoa Sabelli aveva umiliato un paio di avversari con un doppio tunnel, scatenando l’irritazione della retroguardia emiliana. Mentre si avviava verso l’area, Sabelli è stato letteralmente bloccato da Kone, che ha allargato il braccio per fermarlo in modo piuttosto vistoso. Un intervento che ai più è sembrato netto, eppure Rapuano ha lasciato correre senza fischiare, scatenando le proteste dei padroni di casa e dei loro tifosi. Quella mancata sanzione è rimasta come una scheggia impazzita nella testa dei giocatori, esplosa appena le squadre hanno varcato la linea bianca per immergersi nell’ombra del tunnel.
Proprio lì, sotto gli occhi dei pochi addetti ai lavori e delle telecamere, il battibecco verbale tra Berardi e Sabelli è rapidamente degenerato. Secondo la ricostruzione fornita a Dazn dal difensore del Genoa Ostigard, però, il ruolo dei protagonisti è stato quasi invertito rispetto a quanto si possa immaginare. Il difensore norvegese ha raccontato che Berardi avrebbe afferrato per il collo il compagno Vitinha, il quale era intervenuto nel tentativo (apparentemente vano) di allontanare il capitano del Sassuolo e sedare gli animi. In quella confusione generale, è spuntato dal nulla Ellertsson, che invece di dividere si è scagliato contro Berardi, innescando la rissa vera e propria.
La versione di Ostigard e le conseguenze disciplinari
“C’è stato un po’ di caos nell’intervallo”, ha spiegato Ostigard ai microfoni, offrendo la sua chiave di lettura di quei secondi di follia. “Berardi ha preso per il collo Vitinha, che però non ha fatto niente e poi hanno espulso Ellertsson”. Un’ingiustizia, quella subita dal suo compagno di squadra, secondo il difensore rossoblù, il quale ha sottolineato come il centrocampista islandese fosse in realtà intervenuto per proteggere il proprio compagno, finendo invece per pagare il prezzo più salato insieme al diretto antagonista. Nonostante le rimostranze e il caos, Rapuano è stato irremovibile, estraendo il rosso per condotta violenta nei confronti di entrambi.
Il verdetto del campo, intanto, ha sorriso al Genoa, che ha conquistato tre punti pesanti in chiave salvezza. La partita, sbloccata dal sinistro di Malinovskyi, ha visto il pareggio di Kone nella ripresa e il definitivo 2-1 firmato da Ekuban, imbeccato da una pregevole azione corale che Ostigard non ha esitato a definire “da Barcellona”. Per il Sassuolo, invece, oltre alla sconfitta arriva la beffa di dover fare a meno di Berardi, la sua stella e capitano, probabilmente anche per il prossimo impegno. Una perdita pesante in vista della delicata sfida in programma contro la Fiorentina, che costringerà l’allenatore Grosso a riorganizzare il reparto offensivo senza il suo bomber di fiducia.




