Virtus Bologna domina gara 2, Brescia resiste ma cede sotto i colpi di Pajola e Hackett

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nella cornice infuocata della Segafredo Arena, la Virtus Bologna ha ribadito la sua superiorità anche in gara 2 delle finali scudetto, nonostante le assenze che continuano a pesare. Senza Clyburn e Polonara, e con l’aggiunta del forfait di Ndour – perdita più grave del previsto per coach Poeta – i bianconeri hanno trovato negli uomini di bandiera la risposta alla tenacia di una Germani Brescia che, pur combattendo fino all’ultimo, non è riuscita a spezzare il dominio casalingo.

La partita, iniziata all’insegna del ping-pong da tre punti – con Hackett e Ivanovic a scambiarsi colpi precisi dall’arco – ha visto Bologna sfruttare la maggiore varietà d’attacco dopo il primo equilibrio. Se nei primi minuti la palla entrava solo da lontano, il ritmo è cambiato quando la Virtus ha deciso di sfondare in area, portandosi sul 19-13. Una progressione dettata non solo dalla freddezza realizzativa, ma anche dalla capacità di gestione di uomini come Pajola, autore di una prestazione da 7,5 nonostante i poppi punti segnati.

Proprio lui, festeggiando le 500 presenze in maglia Virtus, ha dimostrato perché rimane un perno insostituibile: 10 punti, 6 assist e una difesa che ha limitato più di un avversario. Al suo fianco, Hackett ha confermato di essere l’altro motore della squadra, partito in quarta con due triple nel primo minuto e mezzo e sempre decisivo nei momenti chiave. Se Shengelia e Taylor hanno fornito il contributo atteso, è stata però la compattezza collettiva a fare la differenza, con Burnell – votato 7,5 – onnipresente sia sotto canestro che nella costruzione del gioco.

Brescia, dal canto suo, ha pagato qualche segno di affanno, complice anche il doppio impegno in 48 ore. Bilan, pur mantenendo una valutazione positiva (11), ha perso smalto nel secondo tempo, mentre Dowe, nonostante qualche coraggiosa iniziativa, non è riuscito a essere decisivo. La Germani, che pure ha lottato con orgoglio, si ritrova ora ad affrontare un muro sempre più alto da scalare.

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