Hackett, la testata che costa cara: squalifica ridotta ma l’ammenda lo salva per gara 4

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il gesto, quello che nessun arbitro avrebbe potuto tollerare e che la moviola ha impiegato pochi istanti a inquadrare, è arrivato nel quarto quarto di una gara-3 già di per sé nervosa e combattuta: Daniel Hackett, capitano della Virtus Bologna, ha cercato un contatto fisico che non rientrava nelle regole del gioco, rifilando una testata a Leonardo Candi della Reyer Venezia.

L’espulsione, immediata e accompagnata dai fischi del pubblico del Taliercio, ha spinto il giudice sportivo a valutare l’accaduto con la massima attenzione, considerando la qualifica di capitano come un’aggravante non trascurabile. La decisione di primo grado, dunque, è apparsa severa ma prevedibile: due turni di stop per Hackett, che lo avrebbero escluso non solo da gara-4 ma anche da una eventuale e decisiva gara-5.

Il ricorso virtuoso e la difesa dell’avvocato Grassani

La Virtus, però, non ha atteso un solo minuto più del necessario per muoversi, affidando le proprie sorti procedurali all’avvocato Mattia Grassani, il quale ha presentato un reclamo immediato basandosi sui margini normativi concessi dal regolamento. La Corte Sportiva d’Appello, esaminata la documentazione e la natura del gesto – definito ufficialmente come “non violento” e senza conseguenze dannose per l’avversario – ha accolto solo in parte le ragioni del club bianconero.

La pena è stata ridotta da due a una giornata, ma quella singola giornata residua è stata immediatamente trasformata in un’ammenda pecuniaria grazie all’applicazione combinata degli artt. 33,2/1 e 14,4 del Regolamento Generale.

Il verdetto che cambia le carte in tavola per la serie

In termini pratici, e senza addentrarsi in inutili giri di parole, questa decisione significa che il numero 23 della Virtus scenderà regolarmente in campo nella sfida di questa sera, fissata per le 20.00 a Venezia. La Reyer, reduce dal successo che l’ha portata sul 2-1 nella serie, si troverà quindi di fronte un avversario che molti davano già per squalificato; un’assenza, quella di Hackett, che avrebbe rappresentato un duro colpo per il gioco della squadra ospite, già provata da altre defezioni nel reparto degli esterni.

Il ricorso non cancella la sanzione – e l’espulsione rimane comunque un dato macroscopico nel referto di gara-3 – ma ne attenua gli effetti sportivi, consentendo alla società di preservare la spina dorsale del proprio assetto tattico.

Un episodio destinato a lasciare il segno nella semifinale

A fare da contraltare, in questa vicenda, c’è la frustrazione di Venezia per aver rischiato di perdere un giocatore avversario per due partite e averlo invece ritrovato già nella sfida cruciale di sabato; la testata, sebbene sia costata cara al diretto interessato in termini di immagine e di multa economica, non influenzerà dunque la disponibilità del capitano bianconero per il resto della serie.

Si chiude, almeno per il momento, il sipario su un contenzioso che ha tenuto banco per ventiquattro ore, con il verdetto finale che premia la strategia legale della Virtus e restituisce al campo un giocatore la cui presenza, a questo punto della stagione, diventa un fattore quasi imprescindibile per l’equilibrio della semifinale scudetto.

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