“La tua Tari risulta irregolare”, occhio alla nuova truffa via sms che imperversa nel Trevigiano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un nuovo tentativo di truffa, che sfrutta la leva dell’urgenza e della paura di sanzioni amministrative, sta letteralmente prendendo di mira i contribuenti italiani; la tecnica, se vogliamo piuttosto elementare nella sua esecuzione, si rivela spesso efficace proprio perché gioca sull’ansia generata da un presunto adempimento fiscale dimenticato. Il raggiro, già segnalato in diverse regioni come Veneto, Emilia-Romagna e Sicilia -2-3, arriva direttamente sullo schermo del cellulare sotto forma di un sms apparentemente ufficiale, un messaggio che recita testualmente: “La posizione Tari risulta irregolare. Si richiede un suo tempestivo contatto al numero 89349413 per evitare aggravamenti”. L’obiettivo dei malintenzionati, come si è scoperto in seguito alle prime denunce, non è tanto quello di riscuotere il falso tributo quanto quello di indurre la vittima a chiamare un numero a tariffazione speciale, spesso a pagamento, oppure di carpire, una volta stabilito il contatto vocale, dati sensibili come il codice fiscale o gli estremi del conto corrente.

Messaggi anonimi e numeri sconosciuti, la geografia del raggiro si allarga

La provenienza di questi allarmi, che non risparmiano nemmeno i grandi centri urbani, è stata immediatamente smentita dalle amministrazioni locali; il Comune di Bologna, ad esempio, è stato costretto a diramare un comunicato ufficiale per tranquillizzare i cittadini, precisando che «il messaggio non proviene dal Comune di Bologna, né da altri soggetti autorizzati». Una situazione analoga si è verificata a Catania, dove l’ente locale ha segnalato alla polizia postale numerosi episodi di questo genere, sottolineando che quelle comunicazioni «non provengono né dall’ufficio Tari del Comune né dal concessionario incaricato Municipia Spa». È interessante notare come il testo della frode, pur essendo identico nella sostanza, venga adattato a seconda della città in cui arriva; un espediente, questo, volto a confondere il contribuente che, leggendo il nome del proprio comune nel messaggio (seppur in modo generico), potrebbe abbassare la guardia.

Smishing e numeri a pagamento, il meccanismo della frode fiscale

Ma come funziona esattamente questa truffa, che gli esperti del settore classificano come una variante dello *smishing*? In sostanza, i criminali informatici sfruttano la fiducia che i cittadini ripongono negli enti impositori; il messaggio, che di solito non fa riferimento a una pratica specifica ma parla genericamente di “posizione irregolare”, invita la vittima a contattare con urgenza un numero verde o un numero fisso. E qui sta il nodo centrale della questione: i numeri che iniziano con prefissi come 893, proprio come quello indicato nel falso allarme, sono numeri a sovrapprezzo. Chiamarli significa, per la vittima, vedersi addebitare sulla bolletta telefonica una cifra che può arrivare a decine di euro per pochi minuti di conversazione, una conversazione che spesso viene prolungata artificialmente da un finto operatore per accumulare scatto dopo scatto.

Indagini in corso e il muro di difesa degli enti locali

Diverse amministrazioni, da Treviso a Torino passando per Oristano, hanno già attivato i canali di sicurezza per contrastare il fenomeno, che sembra essere partito in modo massiccio proprio in questi giorni. Gli uffici tributi dei vari comuni, presi d’assalto da telefonate di cittadini preoccupati, hanno dovuto rassicurare la popolazione spiegando che nessuna comunicazione ufficiale relativa a irregolarità fiscali, tantomeno sulla Tari, avviene mai tramite sms o messaggi istantanei non richiesti. La regola, in questi casi, è sempre la stessa: ignorare il messaggio, non rispondere e, cosa ancora più importante, non chiamare mai il numero lasciato nel testo. Le forze dell’ordine, come confermato dalle segnalazioni della polizia postale, stanno monitorando la situazione e i flussi di traffico telefonico verso quelle numerazioni sospette, cercando di risalire ai mandanti di questa operazione fraudolenta che sfrutta spudoratamente il nome della pubblica amministrazione per colpire i portafogli dei cittadini.

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