Nuovo giro di sms truffa sulla Tari, allerta da Nord a Sud: “Non rispondete”
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Redazione Interno
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L’ennesima ondata di smishing sta colpendo in queste ore i contribuenti italiani, con un copione ormai noto ma sempre insidioso: un finto allarme relativo alla posizione Tari. Da Genova a Macerata, passando per la piana di Grosseto e la periferia di Napoli, cittadini e amministrazioni locali si trovano a fare i conti con messaggi fraudolenti che, sfruttando il canale telefonico diretto, tentano di sottrarre denaro o dati sensibili alle vittime. Il raggiro, che arriva direttamente sul display dello smartphone, gioca sulla leva psicologica dell’urgenza, paventando “irregolarità” o “mancati pagamenti” che richiederebbero una chiamata immediata a numeri a pagamento.
La società partecipata Amiu Genova, come riportano diverse cronache locali, ha ufficialmente messo in guardia i residenti: i messaggi in circolazione, i quali parlano di presunte anomalie nella tassa sui rifiuti, invitano a richiamare numerazioni a tariffazione maggiorata. Né l’azienda né il comune ligure – viene specificato con nettezza – utilizzano gli sms per comunicare urgenze relative ai tributi o per sollecitare contatti telefonici immediati, una prassi che violerebbe ogni protocollo amministrativo standard. La raccomandazione, ribadita all’unisono dagli uffici competenti, è di non ricontattare il numero sospetto e di cancellare immediatamente il testo ricevuto, evitando con cura di fornire dati personali o bancari a chiunque risponda dall’altra parte.
L’estensione geografica del fenomeno, stando alle segnalazioni pervenute alle redazioni locali, appare particolarmente ampia e non risparmia nemmeno le aree interne della Toscana. Sei Toscana, la società che gestisce la riscossione della Tari per molti comuni dell’Ato Toscana Sud, ha confermato di aver ricevuto numerose lamentele da parte di utenti residenti in centri come San Giovanni Valdarno o Monteriggioni, i quali riferivano di aver ricevuto lo stesso identico avviso ingannevole. L’azienda, in una nota diffusa ai canali ufficiali, ha specificato che non esiste alcun rapporto tra i propri uffici e i numeri di telefono contenuti negli sms, sottolineando anzi che l’unico canale di dialogo rimane quello istituzionale, come la posta elettronica certificata o lo sportello fisico.
L’ombra dello smishing e le contromisure degli uffici tributi
La tecnica utilizzata, tecnicamente definita “smishing” (un incrocio tra Sms e phishing), non è nuova nel panorama delle frodi informatiche, ma la sua periodica ricomparsa a livello nazionale dimostra quanto il ricorso alla tassa sui rifiuti sia ancora un efficace escamotage per i malintenzionati. A Macerata, ad esempio, l’allarme è scattato quando diversi cittadini hanno contattato l’Ufficio Entrate per verificare la veridicità di un testo che intimava di “evitare sanzioni” contattando un numero specifico. Il comune marchigiano ha dovuto quindi precisare che le comunicazioni ufficiali arrivano esclusivamente tramite raccomandata, Pec o colloquio diretto in sede, e che nessun sollecito tributario viene mai liquidato con un semplice messaggio di testo. Questa prassi, del resto, è la stessa adottata anche da altri grandi enti locali: il comune di Napoli, dove è stato segnalato il numero a pagamento 89347716, ha recentemente avvertito i propri cittadini di diffidare di chiunque chieda verifiche urgenti della posizione Tari attraverso canali informali.
Al di là della tecnica utilizzata, ciò che accomuna tutti questi tentativi di frode è la richiesta, più o meno esplicita, di attivare una comunicazione diretta. Chi cade nella trappola, chiamando il numero indicato, rischia non solo di vedersi addebitare una tariffa fuori misura sulla propria bolletta telefonica, ma anche di finire in un vortice di richieste di dati (codici fiscali, coordinate bancarie) che potrebbero poi essere utilizzati per svuotare conti correnti o mettere in atto ulteriori raggiri. Le forze dell’ordine, interpellate in passato per episodi simili, suggeriscono di prestare attenzione ai prefissi insoliti o ai numeri brevi non riconducibili alla Pubblica Amministrazione, un dettaglio che spesso sfugge a chi agisce sotto stress.
La gestione del rischio e il comportamento da tenere
Di fronte a questa escalation di segnalazioni, che hanno interessato nelle ultime quarantotto ore anche la provincia di Novate Milanese e diverse aree del Veneto, gli enti gestori della tassa rifiuti hanno quindi adottato una linea di condotta chiara e uniforme. La procedura standard, diffusa da Amiu e ripresa da altri gestori come Sei Toscana, prevede che l’utente, una volta ricevuto il messaggio, si astenga dal rispondere o dal cliccare su eventuali link presenti (sebbene in questa specifica variante la trappola sia principalmente la chiamata vocale). Il passo successivo è la cancellazione immediata della conversazione dal telefono, in modo da evitare un secondo contatto accidentale, e – se ritenuto opportuno – la segnalazione dell’accaduto alle autorità competenti, come la polizia postale, che si occupa del tracciamento di questi flussi criminali.
Nessuna società di igiene ambientale, così come nessun ufficio tributi comunale, contatta i privati tramite sms per notificare un “mancato pagamento” o una “posizione irregolare” senza che sia stata avviata prima una procedura formale di accertamento. Questo principio, ribadito dagli addetti ai lavori, rappresenta il principale baluardo contro le frodi: se il messaggio crea un senso di urgenza o minaccia conseguenze immediate (come il blocco dei servizi o il pignoramento), è molto probabile che si tratti di un tentativo di estorsione. I cittadini che hanno il dubbio sulla propria situazione contributiva sono invitati a contattare i numeri verdi ufficiali pubblicati sui siti internet dei rispettivi comuni, ignorando completamente i recapiti contenuti nelle comunicazioni non richieste.




