Forbici dimenticate nella pancia per sette mesi, la Tac svela l’incubo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Dolori che non accennavano a placarsi, nonostante i controlli e le rassicurazioni ricevute: per sette lunghi mesi, una cinquantatreenne originaria di Casandrino, ma residente a Fiorenzuola, ha convissuto con un estraneo nell’addome, senza saperlo. L’oggetto in questione, niente meno che un paio di forbici chirurgiche, era stato dimenticato all’interno della sua cavità addominale al termine di un’addominoplastica, eseguita l’ottobre precedente in una clinica convenzionata di Napoli. La paziente, che nel frattempo aveva continuato a lamentare malori e sofferenze lancinanti, ha ricevuto più volte dal medico curante la diagnosi di un normale disagio post-operatorio; parole che, alla luce della successiva scoperta, sono apparse come una beffa.

La scoperta casuale durante una Tac

La svolta – inaspettata e agghiacciante – è arrivata solo lo scorso 7 maggio, quando la donna si è sottoposta a una Tac in un centro diagnostico di Napoli. Le immagini hanno rivelato con chiarezza la sagoma metallica di una pinza lunga oltre quindici centimetri, rinchiusa nei tessuti addominali come un macabro residuo di quell’intervento di chirurgia estetica. Una scoperta, questa, che ha trasformato il dolore cronico in una vicenda giudiziaria: la paziente, infatti, non aveva mai smesso di cercare risposte, eppure nessuno, tra i sanitari consultati, aveva mai ipotizzato una dimenticanza tanto grave.

Il secondo intervento al Fatebenefratelli

Ieri, nell’ospedale Fatebenefratelli di Napoli, i medici hanno eseguito un nuovo intervento chirurgico per rimuovere l’oggetto estraneo; un’operazione delicata, resa ancora più complessa dalla posizione che le forbici avevano assunto in sette mesi di permanenza forzata. La procedura, condotta d’urgenza, è comunque riuscita a liberare l’addome della cinquantatreenne, ponendo fine – almeno sul piano fisico immediato – a un calvario iniziato con un semplice desiderio di rimodellamento reo. La figlia della donna, in una dichiarazione raccolta dai sanitari, ha definito “un miracolo” il fatto di poter avere ancora la madre tra di loro; parole che sottolineano, senza bisogno di enfasi, la drammaticità di quanto accaduto.

Denuncia e sviluppi giudiziari

Sette mesi di agonia, e una sequenza di consulti in cui la paziente e i suoi familiari venivano rimandati a casa con la sola rassicurazione che “tutto era normale”. Così non è stato, e la scoperta delle forbici ha portato la donna a sporgere denuncia contro il medico che aveva eseguito l’addominoplastica. Le indagini, al momento, sono nelle fasi iniziali; si cerca di ricostruire la catena di responsabilità all’interno della clinica privata dove l’operazione originaria fu effettuata. Quello che appare certo, agli inquirenti, è che un oggetto di quelle dimensioni non possa essere stato “perso” accidentalmente senza una grave negligenza nella procedura di conteggio degli strumenti prima della chiusura della ferita.

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