Forbici dimenticate nell’addome dopo un intervento estetico a Napoli, la paziente denuncia il chirurgo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una donna di cinquantatré anni, originaria di Casandrino ma residente in provincia di Piacenza, si è presentata negli uffici della Questura di Napoli per raccontare una vicenda che mescola cronaca giudiziaria e malasanità. L’oggetto della denuncia, presentata alla Procura, è un paio di forbici chirurgiche – quelle che avrebbero dovuto essere utilizzate per tagliare e rimuovere tessuti durante un’operazione – e che invece, secondo quanto ricostruito, sarebbero state lasciate all’interno del suo addome al termine di un’addominoplastica eseguita il 25 ottobre 2025. L’intervento, che nelle intenzioni doveva limitarsi a rimuovere il grasso addominale con una procedura di routine, si è trasformato in un calvario durato mesi.

I dolori inspiegabili e la scoperta nella clinica partenopea

Dopo essere stata dimessa dalla clinica napoletana in cui era stata operata – e della quale è stato reso noto il nome, Villa delle Querce, situata nel quartiere Arenella in via Battistello Caracciolo – la paziente era tornata a casa dei genitori per il periodo di convalescenza. Ma quasi immediatamente, a partire dalle prime settimane successive all’intervento, ha cominciato ad accusare forti dolori addominali, malesseri ricorrenti e persino episodi di perdita di coscienza. Nessuno, tra i diversi medici consultati nel frattempo, aveva inizialmente sospettato la presenza di un estraneo nella cavità addominale. La donna, stando al racconto contenuto nell’esposto presentato alla Polizia di Stato, ha vissuto da dicembre 2025 con quelle forbici dentro di sé senza saperlo. Solo successivi accertamenti diagnostici – dei quali non sono stati resi noti i dettagli specifici – hanno rivelato l’incredibile verità.

La denuncia alla Procura di Napoli e le responsabilità del chirurgo

La paziente, assistita dai propri legali, ha formalizzato la denuncia contro il medico che ha eseguito l’operazione, accusandolo di aver dimenticato lo strumento chirurgico all’interno dell’addome prima della sutura. Un errore, quest’ultimo, che rientra nella casistica delle cosiddette “retensioni di corpi estranei”, un evento raro ma noto alla letteratura medica internazionale; accade quando il conteggio degli strumenti e delle garze al termine di un intervento non viene effettuato correttamente. La Procura di Napoli ha quindi aperto un fascicolo, acquisendo la documentazione clinica relativa all’addominoplastica del 25 ottobre 2025. Gli investigatori della polizia, nei prossimi giorni, dovranno sentire il personale sanitario che ha assistito la donna in sala operatoria e durante la degenza, così da ricostruire la catena di responsabilità.

La procedura d’urgenza per rimuovere le forbici e il precedente penale

Una volta scoperta la presenza del estraneo, la cinquantatreenne è stata sottoposta a un secondo intervento – questa volta d’urgenza – per rimuovere le forbici dalla sua pancia. Non sono stati resi noti i dettagli sulle condizioni attuali della paziente né sugli eventuali danni interni causati dallo strumento, che per mesi ha vagato all’interno dell’addome, spostandosi probabilmente con i movimenti e le contrazioni muscolari. Il chirurgo denunciato, del quale non è stato diffuso il nome, risponde ora di ipotesi di reato che potrebbero andare dalle lesioni personali colpose alla responsabilità professionale grave. La vicenda, per la sua eccezionalità, ha avuto eco negli ambienti giudiziari napoletani, dove non mancano precedenti simili – anche se in pochi casi si è trattato di uno strumento di quelle dimensioni, come un paio di forbici chirurgiche dal tagliente metallico.

La paziente tornata in Campania per denunciare l’accaduto

Nonostante risieda ormai da tempo nell’Emilia, la donna ha scelto di tornare nella sua regione d’origine, la Campania, per sporgere denuncia proprio davanti alle autorità di Napoli. Una scelta, questa, che potrebbe facilitare l’acquisizione delle cartelle cliniche e della documentazione conservata nella clinica Villa delle Querce. Dall’esposto emerge un quadro in cui le linee guida sulla sicurezza in sala operatoria – che impongono un doppio conteggio degli strumenti prima della chiusura delle incisioni – sarebbero state disattese. La Procura, nelle prossime settimane, dovrà decidere se richiedere un consulente tecnico per verificare la dinamica esatta dell’abbandono delle forbici e se esistano responsabilità anche tra l’infermieristica o altri sanitari presenti in sala.

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