A maggio nuovo record di occupati, Orsini spinge per il dl sull’Ires premiale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il mercato del lavoro italiano segna un altro traguardo, confermando la tendenza positiva degli ultimi mesi. A maggio, secondo i dati Istat, gli occupati hanno raggiunto i 24,3 milioni, il livello più alto dall’inizio delle serie storiche nel 2004. Un incremento di 80 mila unità rispetto ad aprile (+0,3%) e di 408 mila su base annua (+1,7%), trainato soprattutto dai contratti a tempo indeterminato, che in un anno sono cresciuti di 388 mila unità, mentre quelli a termine hanno registrato un calo di 155 mila.

Se il quadro generale appare solido, con il tasso di occupazione salito al 62,9%, emergono però dinamiche contrastanti. Gli over 50, infatti, rappresentano la fascia che ha beneficiato maggiormente della ripresa, con 572 mila occupati in più su base annua, un dato che supera di gran lunga la crescita complessiva. Al contrario, i giovani continuano a fare i conti con un mercato ancora difficile, dove la disoccupazione, seppure in lieve calo, rimane un nodo irrisolto.

Proprio in questo contesto, il ministro dello Sviluppo economico Orsini ha rilanciato l’urgenza di un decreto legge sull’Ires premiale, strumento che dovrebbe incentivare le imprese a investire in assunzioni e innovazione. “Non possiamo permetterci di rallentare”, ha sottolineato, ricordando che la competitività del sistema produttivo dipende anche da scelte fiscali coraggiose.

Intanto, il piano da 14 miliardi presentato da Intesa Sanpaolo e Confindustria per le aziende del Lazio – parte dei 200 miliardi previsti a livello nazionale – prova a tradurre in risorse concrete l’accordo quadriennale siglato a inizio anno. L’obiettivo è sostenere la ripresa, ma servirà monitorare se e come questi fondi riusciranno a incidere sulle assunzioni, soprattutto nelle regioni più deboli.

Dall’INPS arrivano ulteriori segnali incoraggianti: a marzo 2025, il settore privato ha registrato un saldo positivo di 300 mila nuove assunzioni, secondo i dati dell’Osservatorio sul mercato del lavoro. Un dato che, se confermato nei prossimi mesi, potrebbe contribuire a consolidare la tendenza.

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