Crimson Desert trascina Pearl Abyss, utili da record e cavalcature selvagge nel nuovo aggiornamento
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il dato, appena diffuso dalla casa madre sudcoreana, parla chiaro: nell’ultimo trimestre fiscale Pearl Abyss ha messo a segno una crescita che pochi si sarebbero aspettati, con un incremento del 419,8% trainato quasi esclusivamente dal successo commerciale di Crimson Desert. Il titolo, un action RPG che ha saputo conquistare una fetta consistente di giocatori in tutto il mondo, ha da solo generato circa 180 milioni di dollari, contribuendo a spingere i ricavi complessivi dell’azienda a quota 328,5 miliardi di won – l’equivalente, quest’ultima cifra, di circa 236 milioni di dollari. Un risultato, va detto, che assume contorni ancora più eclatanti se si considera l’utile operativo: 212,1 miliardi di won (152 milioni di dollari) e un utile netto di 170 miliardi di won (122 milioni di dollari).
Black Desert regge ma non tiene il passo
Per comprendere appieno la portata del fenomeno, può essere utile un rapido confronto con l’altro pilastro della software house, il consolidato MMORPG Black Desert Online. Nello stesso arco temporale, quest’ultimo ha portato in dote quaranta milioni di dollari: una cifra niente affatto trascurabile, visto che dimostra come il vetusto titolo sia ancora vivo, capace di alimentare l’economia interna e di trattenere una base utenti fedele. Tuttavia, il distacco dal nuovo nato è netto, quasi abissale, e lascia intendere – senza bisogno di illazioni – dove risieda oggi il motore principale dei profitti per Pearl Abyss. Lo stesso studio, del resto, ha già confermato che per Crimson Desert sono in cantiere espansioni e DLC, un segnale che difficilmente verrà ignorato dagli investitori.
Cavalcature speciali, orsi e tigri domabili nella patch 1.06.00
Non solo numeri, però. Pearl Abyss ha pubblicato da poche ore la sa patch 1.06.00 del gioco, disponibile su console e PC, e tra le novità più rilevanti spicca il sistema delle cavalcature speciali. La meccanica, una delle più attese dalla base utenti, permette ora di addomesticare e registrare come mezzi di trasporto alcune creature selvatiche: tra di esse figurano lupi, orsi, cinghiali, cervi, cammelli, leoni e perfino tigri. Non si tratta di una semplice skin, bensì di un’interazione complessa che richiede modalità di doma differenti a seconda dell’animale prescelto; le specie più aggressive, in particolare, vanno prima sconfitte in combattimento e poi nutrite, in modo da conquistarne gradualmente la fiducia. Un’aggiunta, questa, che arricchisce la varietà di gameplay senza stravolgerne l’impianto.
Estrazione, interfaccia ritoccata e correzioni tecniche
La medesima patch introduce poi altre funzionalità degne di nota, tra cui un nuovo sistema di estrazione di risorse e numerosi ritocchi al comparto del combattimento: i colpi, a detta degli sviluppatori, dovrebbero risultare più reattivi e bilanciati. Miglioramenti anche all’interfaccia utente, resa più chiara nella gestione dell’inventario e delle missioni secondarie, senza dimenticare una lunga serie di correzioni tecniche che vanno a risolvere bug segnalati dalla community. L’insieme di questi elementi, unito ai numeri da capogiro appena registrati, consegna un quadro piuttosto nitido: Crimson Desert non è soltanto un successo commerciale, ma un ecosistema in continua espansione, capace di rinnovarsi a distanza di mesi dal lancio.
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