Mirandola, convalidato il carcere per Tavoni: si avvale della facoltà di non rispondere

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il giudice per le indagini preliminari di Modena ha convalidato l'arresto in carcere di Daniele Tavoni, il cinquantacinquenne accusato del duplice omicidio aggravato dal rapporto di parentela della madre Vincenza Giannini, di 74 anni, e del patrigno Pietro Casari, di 82 anni, trovati decapitati giovedì scorso nella loro abitazione di via Imperiale, a Mirandola, nel Modenese.

Nel corso dell'udienza di convalida, l'indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al giudice, assistito dal difensore di fiducia, l'avvocato Luca Artioli.

Le accuse e gli indizi raccolti

La procura di Modena, rappresentata dal pubblico ministero Marco Niccolini, aveva chiesto la convalida della custodia cautelare in carcere per gravi indizi di colpevolezza e pericolo di fuga. A carico dell'uomo gli inquirenti hanno raccolto elementi ritenuti pesanti: nel corso delle perquisizioni nell'abitazione adiacente a quella delle vittime, dove Tavoni viveva, sarebbero state trovate lame con evidenti tracce di sangue, così come sugli indumenti sequestrati.

Le indagini della squadra mobile, coordinate dalla procura, proseguono per ricostruire la dinamica esatta dell'aggressione e per chiarire il movente di un delitto che ha scosso profondamente la provincia modenese.

Il quadro personale dell'indagato

Dalle indagini emerge il profilo di un'esistenza segnata da lavori saltuari, da una separazione conflittuale mai accettata e da problemi psichiatrici che l'uomo si rifiutava di affrontare. A Tavoni era stata diagnosticata una psicosi delirante cronica, ma non si era più presentato presso la struttura psichiatrica che lo aveva in cura.

La madre, secondo quanto riferito da persone vicine alla famiglia, si era confidata più volte con le amiche manifestando preoccupazione per il progressivo isolamento del figlio e per le sue condizioni di salute mentale.

L'analisi della criminologa

Sulla brutalità del delitto è intervenuta la psicologa e criminologa Roberta Bruzzone, che ha parlato di una dimensione rituale legata a temi esoterici. «I problemi psichiatrici di quest'uomo erano evidenti, organizzati intorno a temi di esoterismo: questo elemento crea una sorta di cornice nelle brutalità di questo omicidio», ha dichiarato Bruzzone, secondo cui l'indagato «probabilmente si è proiettato in una dimensione di sacrificio umano tanto da non limitarsi a ucciderli».

La criminologa ha anche sottolineato come la madre avesse cercato aiuto per il figlio senza ottenerlo, definendo quella della famiglia una situazione trasformata in «un reparto psichiatrico domestico».

La scoperta dei corpi e le indagini

I corpi dei due coniugi erano stati trovati giovedì nel tardo pomeriggio, dopo l'allarme lanciato da una vicina che non li vedeva uscire di casa. All'arrivo delle forze dell'ordine, Tavoni si trovava all'esterno dell'abitazione in uno stato descritto come confuso. Le indagini proseguono ora sul materiale sequestrato e sui dispositivi elettronici dell'indagato, mentre la procura valuta eventuali approfondimenti per accertare la sequenza esatta dei fatti all'interno dell'abitazione di via Imperiale.

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