Mirandola, Tavoni davanti al giudice: il profilo del 54enne e le liti per i soldi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Daniele Tavoni viveva nella piccola casa accanto a quella della madre, in via Imperiale, nella zona industriale di Mirandola, in provincia di Modena. Cinquantaquattro anni, lavori saltuari, una separazione alle spalle e un figlio oggi trentenne: una vita rimasta a lungo legata a quella di Vincenza Giannini, la donna di 74 anni uccisa insieme al marito Pier Ferdinando Casari, 82 anni, trovato senza vita nella stessa abitazione.

È lui il destinatario del fermo disposto dalla Procura per il duplice omicidio volontario aggravato, e domani mattina comparirà davanti al giudice per l'udienza di convalida.

Il quadro indiziario e gli oggetti sequestrati

A pesare sul cinquantacinquenne sono gli esiti della perquisizione nella sua abitazione, dove gli inquirenti hanno trovato le lame utilizzate, con evidenti tracce di sangue, insieme a indumenti sporchi. La Procura ha definito «evidentissime e copiose» le tracce ematiche rinvenute sui coltelli. Quando gli agenti sono arrivati sul posto, Tavoni si trovava all'esterno dell'abitazione dei coniugi: stando a quanto riferito, non ha risposto alle domande e versava in uno stato di alterazione tale da richiedere un passaggio in ospedale prima del trasferimento in carcere a Modena.

Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dal pubblico ministero, proseguono per definire il movente, sul quale al momento non viene formulata alcuna ipotesi definitiva.

Il percorso psichiatrico interrotto

Nel passato di Tavoni figura un percorso nei servizi di salute mentale, avviato anni fa e poi abbandonato. Una diagnosi di psicosi delirante cronica gli era stata formulata da una struttura privata del Modenese; i contatti con il centro specialistico risalirebbero al 2015, con un ultimo accesso registrato nel 2019. Al momento dei fatti non risultava in cura.

Il rifiuto di sottoporsi agli aiuti psichiatrici sarebbe stato, secondo le testimonianze raccolte, uno dei motivi alla base dei frequenti litigi con la madre, sempre più preoccupata per il suo isolamento e per l'assenza di un'occupazione stabile. La sindaca di Mirandola, Letizia Budri, ha riferito che al Comune non erano mai arrivate segnalazioni che richiedessero approfondimenti.

Le richieste di denaro e il rapporto con la madre

A delineare il profilo dell'uomo sono soprattutto i racconti di chi frequentava la famiglia. Tavoni avrebbe lavorato per periodi brevi, anche come gommista nel Reggiano, per poi tornare a casa; la mancanza di un impiego fisso e le continue richieste di denaro avrebbero alimentato discussioni ricorrenti con la coppia. Un'amica stretta di Vincenza, che con lei aveva condiviso oltre trent'anni di lavoro nel distretto biomedicale, ha raccontato che la donna aveva dedicato molto al figlio e che i contrasti in famiglia c'erano «sempre e solo per lui».

Vincenza e Pietro si erano sposati entrambi in seconde nozze: lei aveva Daniele, lui un figlio, Stefano. La coppia era descritta come affiatata, nonostante le tensioni legate alla situazione del figlio. La sera della scoperta, a far scattare l'allarme era stata una vicina, insospettita dall'assenza dei due anziani; l'amica aveva provato a contattare Vincenza con un messaggio vocale, rimasto senza risposta.

La vicenda di Francesca Rizzello e il tema della salute mentale

Il delitto di Mirandola ha riportato al centro il tema della salute mentale, anche attraverso la voce di chi ha vissuto una tragedia analoga. Francesca Rizzello, sopravvissuta alle diciannove coltellate inferte dal fratello Cosimo Damiano il 23 aprile del 2019, ha raccontato la sua storia ricordando quel giorno e il proprio dolore, e ha chiesto una legge capace di salvare vite. Il fratello, affetto da un disturbo psicotico e paranoide, è stato descritto dalla donna come una persona lasciata sola dal sistema che avrebbe dovuto curarlo.

La sua testimonianza si intreccia, per cronaca e per territorio, con la vicenda di via Imperiale, dove l'udienza di convalida del fermo è attesa per la giornata di domani.

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