Wall Street, la bolla tecnologica è già scoppiata?
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Una scossa da quasi mille miliardi di dollari ha colpito Wall Street, cancellando in pochi giorni una fetta consistente dei guadagni che, accumulati in mesi di euforia, avevano spinto gli indici a livelli record. Quella appena trascorsa, segnata da ribassi particolarmente accentuati per i titoli tecnologici, si è rivelata la peggiore per il Nasdaq da aprile, riaccendendo un dibattito che molti, fino a poco fa, consideravano prematuro o addirittura superfluo. La domanda, che ora serpeggia con insistenza tra gli operatori di Borsa, è se questo assestamento rappresenti un semplice e fisiologico riallineamento dopo una corsa prolungata o piuttosto l'inizio di una correzione più profonda e dolorosa, il preludio allo scoppio di una bolla speculativa che alcuni analisti, non senza allarme, definiscono già di proporzioni storiche.
Le voci dall'estero e il confronto con il passato
Se si dà credito alle analisi del britannico The Economist, gli Stati Uniti si troverebbero infatti sull'orlo di una nuova bolla, che viene descritta come potenzialmente "peggiore di quella che scoppiò nel 2000 con le dotcom", al punto da mettere a rischio qualcosa come trentacinquemila miliardi di ricchezza globale. Una prospettiva apocalittica, la quale, per quanto possa apparire eccessiva, trova un riscontro quantitativo nelle valutazioni di un altro esperto inglese, Julien Garran di MacroStrategy. Egli sostiene che la bolla che si sta formando sui titoli legati all'intelligenza artificiale sarebbe addirittura diciassette volte più grande di quella esplosa venticinque anni fa e, in termini di potenziale distruttivo, supererebbe di quattro volte quella dei mutui subprime che nel 2008 innescò la crisi finanziaria globale.
L'allarme di un testimone d'eccezione
A gettare ulteriore benzina sul fuoco dei timori sono le dichiarazioni di Bill Gates, il cui giudizio in materia di evoluzione tecnologica ha sempre rappresentato un punto di riferimento. Durante un'intervista, il cofondatore di Microsoft ha affermato senza giri di parole che il settore dell'AI sta vivendo una fase di bolla speculativa, paragonando esplicitamente l'attuale fervore a quello che caratterizzò la corsa alle società Internet sul finire degli anni Novanta. In quell'occasione, come è noto, l'entusiasmo degli investitori per qualsiasi attività legata al web portò a valutazioni irrealistiche, il cui inevitabile deflagrare provocò perdite immense e un'erosione di fiducia che impiegò anni per essere recuperata.
Il contesto macroeconomico e le incertezze
A complicare ulteriormente il quadro, del resto, si aggiungono le preoccupazioni della Federal Reserve, la quale sta monitorando con attenzione i segnali di una possibile carenza di liquidità all'interno del sistema finanziario. Tali preoccupazioni hanno spinto la banca centrale a pianificare, a partire da dicembre, un ritorno al reinvestimento dei bond in portafoglio, una mossa tecnica che, se da un lato mira a garantire stabilità, dall'altro viene interpretata da molti come un sintomo di tensioni latenti. In un simile contesto, caratterizzato da valutazioni azionarie estreme e da un orizzonte monetario non privo di ombre, ogni movimento di mercato viene dunque scrutato con apprensione, nella ricerca di un indizio che possa svelare la direzione di un futuro il quale, al momento, appare più che mai incerto.




