Crystal Palace travolge 3-0 una Fiorentina irriconoscibile: ora serve l’impresa al Franchi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Londra, notte fonda per la Conference League viola. Una brutta Fiorentina, distratta in fase difensiva e sterile in quella offensiva, esce con le ossa rotte dal match d’andata dei quarti di finale contro il Crystal Palace, quattordicesimo in Premier League, e ora si gioca tutto – o quasi – nel ritorno al Franchi, dove servirebbe una rimonta dai contorni epici. La squadra di Paolo Vanoli, priva di diverse pedine importanti, è affondata 3-0 in una serata che ha messo a nudo tutti i limiti caratteriali e tattici di un gruppo apparso improvvisamente fragile.

Un primo tempo da incubo: rigore e disattenzioni

Il primo tempo si è chiuso già sul 2-0, e il punteggio, a dirla tutta, potrebbe persino apparire generoso per i londinesi. Al 24’, l’arbitro assegna un calcio di rigore al Palace: l’entrata scomposta di Dodo su Guessand – giudicata ingenua dagli addetti ai lavori – regala a Mateta il vantaggio dagli undici metri. Il francese non sbaglia. Ma è il contesto a preoccupare: la Fiorentina, fino a quel momento, aveva mostrato un approccio timido, rintanata nella propria metà campo, incapace di sviluppare una manovra ordinata. Dopo il penalty, il crollo psicologico è parso evidente. La difesa viola, già poco reattiva, ha subito il secondo gol prima dell’intervallo, lasciando ampi spazi a un Palace che, senza strafare, ha gestito il possesso con piglio da squadra matura.

Vanoli: “Il rigore ci ha destabilizzato”

A margine del match, il tecnico della Fiorentina ha provato a leggere la gara ai microfoni di Sky Sport. “Sapevamo che il Crystal Palace è una squadra forte tatticamente e tecnicamente – ha spiegato Vanoli – e mi sarebbe piaciuto arrivare alla partita con il gruppo al completo”. L’allenatore ha poi sottolineato l’episodio chiave: “Avevamo approcciato benissimo la partita, poi il rigore ci ha destabilizzato. Nel secondo tempo abbiamo fatto meglio, ma ci è mancato il gol”. Una lettura, la sua, che prova a salvare almeno la ripresa, seppur nella consapevolezza che la qualificazione è ora appesa a un filo sottilissimo. Nessuna recriminazione pubblica sugli arbitri, ma l’amarezza per un’occasione gettata al vento.

Crystal Palace domina senza troppi sforzi

In campo, il divario è apparso netto. La Fiorentina ha concluso l’incontro con un possesso palla sterile, senza mai impensierire realmente il portiere avversario. Il Crystal Palace, dal canto suo, ha aspettato il momento giusto per colpire: prima su palla inattiva, poi sfruttando le ripartenze. Il terzo gol, arrivato nella ripresa, ha chiuso definitivamente i conti. Per la Viola, una serata da dimenticare in fretta, ma con un ritorno che impone un azzardo totale. Serve un’impresa, fatta di coraggio e intensità: quelle stesse qualità che sono mancate per gran parte della gara londinese.

La difficile strada verso il miracolo europeo

Tra sette giorni, al Franchi, la Fiorentina dovrà ribaltare un passivo pesantissimo. La stagione europea, iniziata con ambizioni diverse, rischia di chiudersi qui, senza nemmeno l’onore delle armi. Ma il calcio, si sa, regala talvolta scenari imprevedibili. Quello che serve ora alla squadra di Vanoli non è tattica o modulo, ma una reazione viscerale, quasi irrazionale. Perché nessuna analisi tecnica potrà colmare il divario mostrato a Londra. E perché, alla fine, in coppe come la Conference, sono spesso la rabbia e l’orgoglio a scrivere le pagine più sorprendenti.

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