L'avvocato Lovati e il caso Garlasco: «Pronto a chiarire, non ho conti»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’avvocato Massimo Lovati, il quale in passato ha rappresentato Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Garlasco, è tornato a intervenire pubblicamente sulla vicenda, affrontando con determinazione le polemiche che lo riguardano da vicino e che si intrecciano, in modo quasi inestricabile, con il filone d’inchiesta sui presunti pagamenti ai consulenti. In un’intervista televisiva, Lovati ha dichiarato con fermezza la propria disponibilità a fornire ogni delucidazione, affermando: «Io sono pronto a chiarire qualsiasi cosa». Una presa di posizione netta, la sua, che giunge in un momento particolarmente delicato, mentre le indagini della Procura di Brescia esaminano le movimentazioni finanziarie sospette.

La questione dei conti correnti e le smentite

Proprio su questo versante, quello economico, si addensano alcune delle accuse più gravi rivolte all’avvocato, il quale si trova a dover confutare le rivelazioni di un noto quotidiano in merito a presunti otto conti correnti a suo nome. Secondo quanto trapelato da alcune carte giudiziarie, uno di questi riguarderebbe un rapporto di fideiussione, mentre un altro avrebbe base in Irlanda per transazioni di carattere internazionale. Dichiarazioni, queste, che Lovati respinge con forza, ribadendo una prassi che egli stesso ha sempre professato: quella di accettare esclusivamente pagamenti in contanti e di non detenere alcun conto intestato presso istituti di credito, una verità che, a suo dire, cozza palesemente con quanto invece viene insinuato.

Il messaggio a Sempio e l’apertura alla difesa

Oltre a difendere la propria condotta, l’avvocato non ha mancato di lanciare un messaggio affettuoso, seppur a distanza, al suo ex assistito, Andrea Sempio, verso il quale ha dichiarato: «Gli voglio bene». Un’espressione che va al di là del mero rapporto professionale e che si accompagna a un’apertura concretissima, quella di essere disposto a riassumere l’incarico di legale. «Sarebbe una rivincita per me e per lui», ha aggiunto Lovati, esprimendo una fiducia granitica nell’esito positivo della vicenda giudiziaria per Sempio. Una fiducia che poggia sulla sua valutazione dell’impianto accusatorio, da lui definito, senza mezzi termini, un’indagine «che fa ridere».

Lo scenario processuale e le prospettive

La sua previsione, infatti, è che l’accusa di omicidio in concorso mossa contro Sempio sia destinata a dissolversi, conducendo a un pieno proscioglimento. Le sue dichiarazioni toccano anche l’altro delicatissimo capitolo, quello che investiga su un presunto caso di corruzione che avrebbe coinvolto l’ex procuratore di Pavia e il padre di Sempio, un filone nel quale le sue parole si inseriscono come un tassello volto a chiarire, almeno dalla sua prospettiva, dinamiche ancora oggetto di scrutinio da parte degli inquirenti.

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