Aumentano i casi di epatite A in Italia, tra le cause sesso e alimenti contaminati
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Redazione Salute
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L'epatite A, malattia infettiva che interessa il fegato, sta registrando un preoccupante incremento di casi in Italia, un trend che riflette quanto sta avvenendo in altri paesi europei. Secondo l'aggiornamento del bollettino della sorveglianza Seieva, coordinata dall'Istituto Superiore di Sanità e relativo al primo semestre del 2025, le segnalazioni hanno toccato quota 247, un dato in netta crescita se paragonato ai 159 casi dello stesso periodo del 2024 e ancor più ai 105 del 2023. L'ascesa del numero di contagi, che interessa in misura rilevante regioni come la Lombardia, l'Emilia-Romagna e il Lazio, viene ricondotta dagli esperti a due principali vie di trasmissione, quella sessuale e quella alimentare, le quali, sebbene distinte, contribuiscono entrambe a diffondere il virus nella popolazione.
Le vie di contagio e gli alimenti a rischio
La trasmissione per via sessuale, favorita da specifiche pratiche a rischio, rappresenta una delle dinamiche che concorrono all'aumento dei contagi, un aspetto che richiama l'attenzione sulla necessità di una prevenzione articolata. Parallelamente, il consumo di alimenti contaminati si conferma un veicolo di primaria importanza, tra i quali spiccano per pericolosità i frutti di mare crudi o non cotti in maniera adeguata e i frutti di bosco congelati, spesso utilizzati senza un trattamento termico sufficiente a inattivare il patogeno. Il virus, che si trasmette per via oro-fecale, trova in questi prodotti, quando non sottoposti a controlli rigorosi o a preparazioni sicure, un mezzo efficiente per raggiungere nuovi ospiti, il che spiega una parte significativa dei focolai registrati.
Il quadro generale delle epatiti virali
Accanto all'epatite A, anche l'epatite E mostra un andamento in aumento, configurando un quadro epidemiologico in evoluzione per quanto concerne le epatiti virali acute. A questo scenario, si affiancano dati più confortanti per l'epatite B, la cui incidenza appare in calo, mentre per l'epatite C la situazione si mantiene sostanzialmente stabile, senza significative variazioni nel numero di segnalazioni. La diversa dinamica di queste patologie, ciascuna con specifiche modalità di trasmissione e decorso, sottolinea l'importanza di sistemi di sorveglianza come il Seieva, capaci di fotografare con tempestività i cambiamenti in atto e di indirizzare le strategie di sanità pubblica.
Sintomi e caratteristiche della malattia
L'epatite A, la cui gravità non deve essere sottovalutata, si manifesta tipicamente con un corteo sintomatologico che include, sebbene non in tutti i casi, ittero – una colorazione giallastra della pelle e delle sclere degli occhi –, urine scure, astenia profonda, nausea e dolori addominali. L'infezione, che ha un periodo di incubazione variabile, può presentarsi in forme asintomatiche, specialmente nei bambini, mentre negli adulti i sintomi tendono a essere più marcati e debilitanti, richiedendo a volte un ricovero ospedaliero. La malattia, per la quale non esiste una terapia antivirale specifica ma si interviene con cure di supporto, può protrarsi per diverse settimane, imponendo un carico significativo sul sistema sanitario e sulla vita dei singoli individui colpiti.




