Monica Bellucci, il Pardo inatteso e la lezione imparata con le figlie

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Monica Bellucci è tornata dal Festival del Cinema di Locarno con un Pardo ricevuto per la sua interpretazione in “Ketticé”, un riconoscimento che l’attrice ha definito inatteso e che accompagna un ruolo molto distante dal suo modo di vivere il rapporto con le figlie. Nel film interpreta infatti una madre inquieta, disorientata e imprigionata in un ruolo sociale fatto soprattutto di apparenza, mentre nella vita privata racconta di avere scelto un atteggiamento opposto con Deva e Léonie. Parlando della propria esperienza, Bellucci sottolinea quanto per lei sia stato importante mantenere la calma e accettare, quando necessario, di “scendere dai tacchi a spillo” e mettersi in gioco.

Monica Bellucci e il Pardo arrivato a sorpresa a Locarno

Il premio ricevuto a Locarno ha sorpreso la stessa Monica Bellucci, che non era presente alla cerimonia di premiazione a causa di impegni familiari che non era riuscita a modificare all’ultimo momento. Sul palco sono quindi saliti il regista Giovanni Tortorici e il produttore Luca Guadagnino, mentre l’attrice ha raccontato successivamente di essere rimasta onorata dal riconoscimento. Bellucci ha spiegato di non aspettarsi il Pardo e ha ridimensionato il peso della propria presenza nel film, definendo la sua “solo una piccola parte”. Proprio questa reazione accompagna uno dei passaggi centrali legati all’uscita di “Ketticé”, che la vede tra le protagoniste.

Nel film, Monica Bellucci veste i panni di una madre nevrotica, immersa in una quotidianità dominata dalle apparenze e da un rapporto difficile con il figlio. Il personaggio viene descritto mentre si muove per casa in ciabatte, mangia merendine davanti alla televisione e urla contro un figlio apatico, mostrando una condizione di forte disorientamento. L’attrice definisce questa donna come prigioniera di un ruolo sociale ambiguo, caratterizzato da molta apparenza e poca sostanza. È proprio il contrasto tra questa figura cinematografica e il comportamento scelto da Bellucci nella vita reale a emergere con maggiore forza dalle sue parole.

Il rapporto con Deva e Léonie e la scelta di mantenere la calma

Parlando delle figlie Deva e Léonie, Monica Bellucci mette in evidenza una distanza netta rispetto alla madre interpretata sullo schermo. L’attrice afferma che, se si fosse comportata con loro nello stesso modo mostrato dal suo personaggio, avrebbe soltanto peggiorato il rapporto. Da qui nasce il riferimento alla necessità di mantenere la calma e, ogni tanto, di “scendere dai tacchi a spillo”, un’immagine con cui Bellucci descrive la capacità di abbandonare una posizione rigida e rimettersi in gioco. Le sue parole collegano così il lavoro sul personaggio di “Ketticé” a un confronto diretto con la propria esperienza di madre, senza sovrapporre le due dimensioni.

Il momento professionale dell’attrice arriva inoltre dopo un periodo in cui l’attenzione si è concentrata anche sulla sua vita sentimentale. Dopo il lungo rapporto con Vincent Cassel, Monica Bellucci ha fatto parlare per il legame con Tim Burton, una relazione sulla quale è tornata a esprimersi in occasione dell’uscita del film. Bellucci ha spiegato che il rapporto con Burton ha rappresentato un’esperienza di arricchimento reciproco, ma che ora ciascuno prosegue per la propria strada. Tra il Pardo ottenuto a Locarno, il personaggio di una madre dominata dalle apparenze e le parole dedicate alle figlie, l’attrice racconta quindi una fase in cui cinema e vita privata si incontrano soprattutto attraverso il confronto tra ruoli molto diversi.

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