Iran, attacco a impianto petrolifero in Kuwait: feriti e ingenti danni
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Redazione Esteri
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"Uno dei siti vitali del settore petrolifero è stato sottoposto a ripetuti e brutali attacchi iraniani, che hanno causato numerosi feriti e perdite materiali significative". Con queste parole, riportate dall'agenzia di stampa Kuna, la Kuwait Petroleum Corporation ha confermato l'ultimo pesante colpo inferto alla sua infrastruttura energetica, nel corso della settima notte consecutiva di attacchi incrociati tra Stati Uniti e Iran.
La dichiarazione ufficiale precisa che i feriti hanno ricevuto assistenza medica e che il sito è stato prontamente evacuato, mentre le operazioni di risposta sono gestite in coordinamento con le autorità statali competenti.
La difesa aerea e l'attacco alle infrastrutture
Le sirene sono tornate a suonare a Kuwait City, dove il sistema di difesa aerea è stato attivato per fronteggiare la minaccia dei droni e dei missili iraniani. L'offensiva non si è limitata agli impianti petroliferi, ma ha preso di mira anche un impianto di desalinizzazione dell'acqua e di produzione di energia elettrica, provocando un incendio. Fonti locali riportano che l'attacco di questa mattina ha causato feriti tra i vigili del fuoco e un impiegato civile, impegnati a domare le fiamme divampate in seguito ai bombardamenti.
La scelta di colpire le strutture per la produzione di energia elettrica e acqua potabile aggiunge un ulteriore elemento di tensione, minacciando i servizi essenziali per la popolazione.
Obiettivi militari statunitensi nel mirino
L'esercito iraniano ha rivendicato gli attacchi, dichiarando di aver preso di mira le basi statunitensi in Bahrein e Kuwait. Nel dettaglio, sarebbero stati colpiti l'area di stazionamento e il deposito di jet, il deposito di carburante dell'esercito americano nella base di Sheikh Isa, nel sud del Bahrein, e alcuni ponti.
Secondo quanto riportato dall'agenzia Fars, la Guardia Rivoluzionaria ha attaccato "il luogo di concentrazione delle forze aggressori" ad Arifjan, in Kuwait, e avrebbe distrutto il radar della base americana di Ali al Salem, un hangar per la manutenzione di armamenti e un rifugio per droni. Un altro comunicato rivendica "operazioni decise" con droni e missili contro il molo di supporto e rifornimento di carburante per la flotta americana nel porto di Al Ahmadi, in Kuwait.
Il coinvolgimento della Giordania e le operazioni nello Stretto di Hormuz
Le tensioni si sono estese anche alla Giordania, dove fonti dell'esercito hanno riferito di aver intercettato e abbattuto 10 missili iraniani diretti verso il territorio del regno hashemita. Nel frattempo, l'agenzia Tasnim ha riportato che due petroliere hanno preso fuoco in seguito a esplosioni mentre tentavano di attraversare un campo minato nella parte meridionale dello Stretto di Hormuz, una via d'acqua cruciale per il commercio energetico globale.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha annunciato la conclusione di un'ulteriore notte di attacchi contro l'Iran, colpendo siti di sorveglianza, infrastrutture logistiche militari, depositi sotterranei di armi e capacità marittime. Per il momento, le autorità kuwaitiane non hanno fornito dettagli sull'entità complessiva dei danni, mentre sono in corso le operazioni di messa in sicurezza delle aree colpite.




