Honda CB1000F 2026, la prova della roadster che guarda al passato con tecnologia moderna
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La nuova Honda CB1000F, presentata in anteprima mondiale all'EICMA 2025 e ora arrivata sui mercati europei a partire dalla primavera del 2026, rappresenta un'operazione nostalgia che va ben oltre la semplice estetica. Ispirata direttamente alla leggendaria CB750F con cui Freddie Spencer dominava il campionato AMA Superbike all'inizio degli anni Ottanta, questa roadster non si limita a sfoggiare linee e colori che richiamano le iconiche "Bol d'Or" del passato, ma nasconde sotto la carrozzeria una tecnologia all'avanguardia e un motore che racconta una storia tutta nuova.
La sigla CB, del resto, è un pezzo di storia del motociclismo che affonda le radici nel lontano 1959 con la CB92 Benly, e questa nuova incarnazione rappresenta l'ultimo, affascinante capitolo di un'evoluzione lunga 67 anni.
La vera sfida per gli ingegneri dell'Ala Dorata era quella di coniugare l'anima vintage con le prestazioni e la guidabilità richieste da una maxi naked contemporanea, utilizzando la moderna piattaforma della CB1000 Hornet e il potente quattro cilindri derivato dalla Fireblade, ma ribaltandone completamente il carattere per offrire un'esperienza di guida profondamente diversa.
Motore e ciclistica: tecnica moderna con anima vintage
Il cuore della CB1000F è un quattro cilindri in linea da 998 cc, derivato dall'unità della CBR1000RR Fireblade 2017-2019, ma pesantemente rivisitato per assecondare la filosofia di questa moto. Rispetto alla sorella Hornet 1000, che eroga 152 CV a 11.000 giri, la potenza scende a 124 CV (91 kW) a 9.000 giri, mentre la coppia massima, pari a 103 Nm, viene raggiunta a 8.000 giri, mille giri prima rispetto alla Hornet.
Non si tratta, però, di una semplice "castrazione", bensì di un meticoloso lavoro di messa a punto che ha interessato alberi a camme con fasature riviste, condotti di aspirazione ridisegnati e resi asimmetrici tra le due coppie di cilindri, e uno scarico 4-2-1 dal terminale cromato di chiara ispirazione Eighties. Il risultato è un'erogazione fluida e corposa già dai bassi regimi, che rende la moto estremamente facile e piacevole da guidare, assecondata da un sound gutturale e pulsante che rappresenta una delle sue firme più distintive.
La ciclistica si basa sul telaio a diamante in acciaio della Hornet, ma con tarature e geometrie dedicate: la forcella Showa SFF-BP da 41 mm è regolabile e offre 130 mm di escursione, mentre il monoammortizzatore Pro-Link, con taratura specifica, lavora per 140 mm, garantendo un compromesso tra comfort urbano e tenuta nei percorsi più impegnativi. Il peso, contenuto in 214 kg in ordine di marcia, e una sella a 795 mm da terra, contribuiscono a rendere la CB1000F accessibile e maneggevole.
Elettronica e dotazioni: il top della sicurezza
Dal punto di vista dell'elettronica, la CB1000F non ha nulla da invidiare alle moto più moderne e rappresenta, anzi, un passo avanti rispetto alla Hornet 1000. È equipaggiata con una centrale inerziale a sei assi (IMU) che permette di gestire in modo integrato e preciso l'ABS in curva, il controllo di trazione HSTC e l'anti-impennata, garantendo un livello di sicurezza e controllo elevatissimo in ogni situazione.
L'acceleratore è di tipo Throttle By Wire e offre tre mappe di guida preimpostate (Standard, Sport e Rain) più due configurazioni completamente personalizzabili (User), che agiscono su potenza, freno motore e intervento dei controlli. Completano il quadro una strumentazione TFT a colori da 5 pollici con connettività Honda RoadSync per la navigazione, le chiamate e la musica, e il sistema Smart Key per l'accensione senza chiave.
La frenata è affidata a un impianto Nissin con doppio disco flottante da 310 mm all'anteriore e pinze radiali a quattro pistoncini, mentre la presenza dell'ABS cornering, gestito dalla IMU, offre un margine di sicurezza in più in fase di staccata in curva, un elemento che sulla Hornet non è presente.
Prova su strada: carattere e divertimento
Il primo impatto con la CB1000F è estremamente positivo: la posizione di guida, con un manubrio rialzato e una sella bassa, è rilassata e naturale, ideale sia per il traffico cittadino che per i lunghi trasferimenti. Ma è il motore a fare la differenza, come raccontano i colleghi di MotorBox che l'hanno già provata: il quattro cilindri, fin da subito, mostra una proverbiale elasticità che permette di viaggiare senza quasi mai usare il cambio, tollerando regimi molto bassi in sesta marcia.
Il sound gutturale e "rabbioso", come lo hanno definito, accompagna ogni apertura del gas, rendendo l'esperienza di guida coinvolgente e ricca di carattere. La risposta al manubrio è agile e precisa, mentre le sospensioni, con una taratura pensata per assorbire le sconnessioni urbane senza risultare troppo morbide in percorsi più veloci, hanno convinto i tester per il loro buon compromesso.
La CB1000F non cerca la potenza estrema della Hornet, ma si fa apprezzare per la sua grande usabilità e per il divertimento che sa offrire, dimostrandosi una moto "capace di unire la maneggevolezza di una media all'imponenza di una vera quattro cilindri", come dichiarato dagli stessi tecnici Honda.
Prezzo e allestimenti
La Honda CB1000F 2026 è disponibile in concessionaria da settembre 2026 al prezzo di 12.190 euro. Le colorazioni disponibili sono tre: Wolf Silver Metallic con grafiche blu, Wolf Silver Metallic con grafiche grigie e Graphite Black.
Honda ha inoltre predisposto una serie di pacchetti di accessori opzionali per personalizzare la moto: il pacchetto Sport, che include una cupolino verniciato, paramotore, griglia radiatore e quickshifter bidirezionale; il pacchetto Comfort, con sella più imbottita, manopole riscaldate e un tampone per il serbatoio; e il pacchetto Travel, che comprende borse laterali morbide e una borsa da serbatoio. A questi si aggiungono accessori singoli come il cavalletto centrale e un sistema d'allarme.




