Addio alla BMW Z4, si chiude un'epoca per le roadster

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La produzione della BMW Z4, una delle ultime spider di concezione tradizionale rimaste nel panorama europeo, cesserà definitivamente nel marzo del 2026. Introdotta nel 2018 e assemblata in Austria, nello stabilimento della Magna Steyr – dove viene realizzata anche la sua vettura gemella, la Toyota Supra – la Z4 non avrà, almeno per il momento, un erede diretto. Questa scelta, che interrompe una genealogia ininterrotta di roadster aperte risalente alla celebre Z3 del 1995, segna la fine di un'era per gli appassionati dei modelli a due posti, i quali vedono venir meno un'opzione dai prezzi relativamente accessibili, se paragonati agli standard del costruttore bavarese.

Una tradizione che affonda le radici nel Novecento

La casa dell’elica non è nuova alla progettazione di autovetture scoperte dal carattere sportivo, avendo alle spalle una storia ricca di modelli che hanno lasciato un segno indelebile. Già nel 1936, infatti, la 328 Roadster si impose come un autentico capolavoro di design e ingegneria, collezionando, com'è noto, oltre duecento vittorie in svariate competizioni e aggiudicandosi persino la mitica Mille Miglia del 1940 con la sua versione Touring Coupé. A distanza di vent'anni, fu poi la volta della BMW 507, una granturismo di lusso disegnata da Albrecht von Goertz e mossa da un propulsore V8 da 3,2 litri: di essa, la cui produzione si fermò a sole 252 unità, oggi si contendono gli esemplari i collezionisti di tutto il mondo, attratti dal suo fascino senza tempo.

La "Final Edition" come estremo saluto

Per celebrare il ritiro dal listino di un modello così iconico, la casa di Monaco ha deciso di lanciare una versione speciale, denominata "Final Edition", che rappresenta l'ultimo atto di una lunga e gloriosa carriera. In un settore automobilistico che, complice l'evoluzione delle normative e dei gusti della clientela, sta progressivamente abbandonando molti veicoli considerati dei simboli, la Germania perde così un altro tassello importante. La decisione, maturata dopo mesi di indiscrezioni e voci di corridoio, segue di poco l'analogo addio della Volkswagen al suo SUV premium Touareg, anch'esso celebrato con una edizione finale, e segna la fine di una sfida aperta con altri costruttori specializzati in auto sportive.

Il mercato impone scelte drastiche

La scelta di interrompere la produzione della Z4, sebbene dolorosa per molti, riflette le dure leggi di un mercato globale in continua e rapida trasformazione. Per mantenersi competitive e rispondere alle nuove esigenze, che spaziano dall'elettrificazione alla domanda di modelli sempre più connessi e versatili, le case automobilistiche sono costrette a compiere valutazioni spesso impopolari. Ciò comporta, inevitabilmente, il dover dire addio a vetture che in passato hanno regalato grandi soddisfazioni, ma il cui appeal commerciale non risulta più sufficiente per giustificarne lo sviluppo e la produzione in serie, in un contesto industriale radicalmente mutato.

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