Auto in Europa: il mercato avanza a piccoli passi, trainato dalle elettriche

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’anno, ormai alla sua conclusione, lascia per il settore automobilistico europeo un segno lievemente positivo, sebbene ancora lontano dalla robustezza che lo caratterizzava prima della pandemia. I dati diffusi dall’Acea, che fotografano le performance fino al mese di novembre, delineano infatti un quadro di timida ripresa, dove l’incremento generale, pur essendoci, non riesce a mascherare una fragilità di fondo. Nell’Unione Europea, nel periodo considerato, le immatricolazioni sono salite dell’1,4% rispetto ai primi undici mesi del 2024, una percentuale che diventa +1,9% se si allarga lo sguardo all’area comprendente EFTA e Regno Unito.

Il trend positivo di novembre e la spinta green

A novembre, in particolare, il mercato ha mostrato un ritmo di crescita più sostenuto, con un +2,1% nell’UE e un +2,4% nell’area allargata, raggiungendo complessivamente quasi 1.080.000 unità immatricolate. Questo slancio, che pure rimane contenuto, è stato alimentato in maniera preponderante dalla domanda di veicoli a basso impatto ambientale. Le auto elettriche a batteria, infatti, hanno fatto registrare un balzo del 37% su base mensile, un dato che risalta ancor di più se confrontato con la modesta crescita del mercato generale nello stesso arco temporale. A trainare questa categoria, come confermano le rilevazioni, è stato il modello di una casa automobilistica statunitense, la cui vettura più venduta si è piazzata saldamente in vetta alla classifica, seguita da modelli europei e asiatici.

La crescita parallela degli ibridi plug-in

Accanto al segmento delle elettriche pure, anche quello delle ibride plug-in ha vissuto un momento favorevole, con un progresso del 34% a novembre. Anche in questo caso, la leadership è stata conquistata da un costruttore di origine cinese, il cui modello ha ottenuto il maggior consenso da parte degli acquirenti. Questi numeri, se da un lato testimoniano una transizione in atto e una crescente attenzione verso tecnologie alternative, dall’altro non devono far dimenticare le criticità che persistono in alcuni mercati chiave. L’Italia, per esempio, nonostante gli incentivi messi in campo, continua a posizionarsi all’ultimo posto tra i cosiddetti “Major Market” per quanto riguarda la penetrazione dei veicoli ricaricabili, un dato sul quale le associazioni di categoria sollecitano interventi strutturali, a partire da una revisione della fiscalità applicata alle auto aziendali.

Il quadro d’insieme e le prospettive normative

Guardando al totale annuo, le immatricolazioni nel continente hanno superato i 12 milioni di unità, un traguardo che però non basta a colmare il divario con i volumi pre-crisi. Sullo sfondo di questo scenario, si inserisce il dibattito normativo a livello comunitario, dove è stato discusso un pacchetto di misure che, pur confermando la centralità della mobilità elettrica e introducendo elementi di maggiore flessibilità, lascia aperti numerosi interrogativi pratici sulla sua attuazione. La strada verso una piena stabilizzazione del mercato, dunque, appare ancora in salita, con dinamiche che variano notevolmente da paese a paese e con una domanda che, seppur orientata verso nuove propulsioni, fatica a esprimersi con la forza necessaria a compensare gli anni di flessioni.

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