Il mercato auto europeo fa segnare un timido 2,1%, trainato dall'ascesa costante delle elettriche
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Redazione Economia
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Un lieve, ma significativo, segnale di vitalità arriva dal mercato automobilistico europeo, il quale, nel mese di novembre dello scorso anno, ha interrotto una serie di flessioni registrando una crescita del 2,1%. Secondo i dati diffusi dall’Acea, sono state immatricolate 887.491 vetture nuove nei Paesi dell’Unione, cifra che, se estesa all’area comprendente Regno Unito ed EFTA, sale a oltre 1,07 milioni di unità con un incremento del 2,4%. Questa ripresa, seppur contenuta e lontana dai fasti pre-crisi, si inserisce in un panorama di transizione tecnologica che, ormai, appare irreversibile, delineando una lenta ma costante rimodulazione delle preferenze d’acquisto.
L'elettrificazione procede a ritmo costante
La vera novità, che trascende la modesta oscillazione mensile dei volumi totali, risiede infatti nell’avanzata delle alimentazioni alternative, le quali, nonostante gli annunci talvolta contraddittori della politica e le incertezze infrastrutturali, continuano a conquistare fette di mercato. Nei primi undici mesi del 2025, le auto completamente elettriche hanno raggiunto una quota del 16,9% delle nuove immatricolazioni nell’Unione Europea, un balzo di 3,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2024. Il dato di novembre, poi, è ancor più emblematico: nell’Europa Occidentale, le elettriche hanno rappresentato il 23,5% del mercato, contro un già robusto 17,5% del novembre precedente. Una progressione che, se da un lato smentisce chi prevedeva un arresto della diffusione, dall’altro conferma come il percorso verso il nuovo paradigma di mobilità sia fatto di passi graduali, più che di rivoluzioni istantanee.
Il dominio delle ibride e le ombre su alcuni costruttori
A dominare incontrastate la scena, tuttavia, restano le vetture ibride, le quali, ponendosi come soluzione ponente tra il motore termico e la propulsione a zero emissioni, continuano a raccogliere i favori della maggioranza degli automobilisti, preoccupati dall’autonomia o dai costi ancora elevati di alcuni modelli elettrici. Questa polarizzazione del mercato, che vede da una parte la crescita delle elettriche e dall’altra il consolidamento delle ibride, sta inevitabilmente mettendo in difficoltà i costruttori meno agili nella riconversione dei loro listini. Mentre il totale del mercato mostra un segno positivo, alcuni grandi gruppi, infatti, registrano performance negative. È il caso di Stellantis, il quale, dopo aver mostrato timidi segnali di ripresa nei mesi precedenti, ha visto nuovamente calare le proprie immatricolazioni in Europa nel novembre 2025, ritrovandosi a operare in controtendenza in un contesto generale in lieve rialzo.
Uno scenario in evoluzione tra spinte e resistenze
Il quadro che emerge dai numeri, dunque, è quello di un settore in profonda trasformazione, dove le scelte dei consumatori sono sempre più orientate dalla disponibilità di modelli a basse emissioni, sebbene l’adozione piena dell’elettrico proceda a diverse velocità a seconda dei Paesi e degli incentivi locali. La crescita mensile, per quanto esigua, e l’aumento sostanziale della quota di mercato delle elettriche testimoniano una domanda che resiste nonostante le turbolenze economiche e le discussioni, sempre accese, sulle politiche ambientali. Rimane da vedere come i costruttori, alcuni dei quali appaiono in affanno, sapranno riorganizzare le proprie strategie industriali e commerciali per intercettare questa domanda in evoluzione, la quale, ormai, sembra aver intrapreso una direzione precisa dalla quale non si tornerà indietro.




