Atalanta, la stagione di Scalvini è già finita: distrazione alla caviglia per il difensore

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non ci sarà pace, almeno per questa stagione, per Giorgio Scalvini. Il difensore dell’Atalanta, classe 2003, ha visto ieri i suoi timori trasformarsi in una certezza dolorosa: gli esami strumentali a cui è stato sottoposto hanno evidenziato una distrazione di primo e secondo grado della caviglia destra, con un coinvolgimento diretto del compartimento articolare laterale. Un verdetto, quello uscito dalla clinica, che chiude anzitempo un campionato già tribolato per il giovane centrale bergamasco, costringendolo a saltare le due sfide cruciali che rimangono sul calendario, a partire da quella di domenica contro il Bologna.

L'infortunio a San Siro e la staffetta sfortunata con Kossounou

Il problema fisico, com'è facile intuire, risale alla sfida di domenica scorsa, quella vinta dai nerazzurri sul campo del Milan per 3. Scalvini, dopo aver retto per quasi tutta la prima frazione di gioco, aveva dovuto alzare bandiera bianca al 3' del secondo tempo, lasciando il posto a Odilon Kossounou. Una sostituzione, quest'ultima, che sa più di beffa che di soluzione, se si considera la successiva evoluzione della partita: il subentrato ivoriano, infatti, è rimasto in campo appena quattordici minuti prima di arrendersi a sua volta a un risentimento muscolare al flessore destro. Un doppio ko che ha messo a dura prova la retroguardia di Raffaele Palladino, costringendo il giovane Ahanor a ricoprire un ruolo, quello di braccetto di destra, che non è propriamente il suo.

L'emergenza in difesa in vista del Bologna

Con la stagione di Scalvini già archiviata e Kossounou ancora fermo in attesa di approfondimenti diagnostici che ne chiariscano l'esatta entità, il tecnico della Dea si trova ora a dover fare i conti con un reparto arretrato decimato in vista della delicata sfida casalinga contro il Bologna, in programma domenica 17 maggio alle 18 alla New Balance Arena. L'unica flebile speranza, al momento, si chiama Berat Djimsiti: il difensore albanese, alle prese con un lavoro differenziato per smaltire un problema fisico, cerca un recupero che al momento appare in bilico. Senza di lui, e in assenza di alternative numerose, l'ipotesi più concreta per Palladino resta quella di arretrare Marten de Roon, soluzione d'emergenza già collaudata in passato per sopperire a una carenza strutturale che in questo momento sta facendo tremare i piani alti del club orobico.

Un biennio da incubo per il giovane azzurro

Quello patito a San Siro, va ricordato, non è un episodio isolato nella pur giovane carriera di Scalvini, bensì l'ultimo di una lunga serie di stop che ne hanno condizionato l’esplosione. Basti pensare che lo stesso difensore, reduce dalla grave lesione al legamento crociato che lo aveva fermato a inizio giugno 2024, ha visto la sua continuità spezzata più volte in questo biennio da problemi fisici ricorrenti, inclusi i doppi interventi alla clavicola subiti tra la fine del 2024 e l'inizio del 2025. Un calvario fisico, quello del numero 42 nerazzurro, che costringe l'Atalanta a fare a meno di un pilastro proprio nella fase più calda della stagione, quella in cui si giocano gli obiettivi europei.

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