Il Nas chiude depositi e mense in quattro ospedali su dieci: alimenti scaduti a Torre del Greco, formiche al Cardarelli di Napoli
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Redazione Interno
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Non si ferma ai soliti controlli a campione la campagna straordinaria condotta dai carabinieri del Nas tra il 19 febbraio e il 22 marzo scorsi, un’operazione che ha messo sotto la lente d’ingrandimento l’intero sistema della ristorazione sanitaria nazionale. E il quadro emerso, al termine delle ispezioni che hanno coinvolto complessivamente 558 strutture – di cui 525 attive nel settore della ristorazione collettiva e 31 direttamente afferenti a nosocomi – è tutt’altro che rassicurante: quasi una mensa su quattro presenta criticità di varia natura, con una percentuale di irregolarità che sfiora il 42% degli esercizi controllati. A rendere più acute le maglie larghe del sistema, i numeri raccolti dal Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Napoli, dove i militari hanno setacciato 51 strutture sanitarie pubbliche e private accreditate nel capoluogo partenopeo e nell’hinterland, rilevando carenze igienico-sanitarie in quasi tutte le realtà ispezionate. Una fotografia, quella scattata dai reparti specializzati dell’Arma, che restituisce l’idea di una filiera del vettovagliamento ospedaliero spesso in affanno, laddove il controllo delle scadenze e la pulizia degli ambienti di stoccaggio diventano variabili critiche per la salute dei degenti.
Depositi sotto sequestro e scorte alimentari fuori norma: i casi di Torre del Greco e del Cardarelli
Se il dato nazionale parla di quattro strutture su dieci finite nel mirino per irregolarità, a rendere tangibile la portata dell’emergenza sono alcuni provvedimenti esemplari presi dagli inquirenti. I carabinieri hanno sospeso l’attività in diversi depositi alimentari, con due episodi che spiccano per la loro gravità: nell’ospedale “Maresca” di Torre del Greco, i militari hanno rinvenuto e immediatamente sequestrato venti chilogrammi di prodotti conservati oltre il termine di scadenza, un quantitativo che lascia presupporre non una semplice dimenticanza ma una gestione approssimativa delle rimanenze. Ancor più eloquente, per ciò che concerne le condizioni igieniche degli ambienti, è quanto accaduto all’ospedale Cardarelli di Napoli, il principale polo sanitario della regione: in alcuni depositi adibiti alla conservazione dei viveri, gli ispettori hanno trovato tracce di infestazione da formiche, un dettaglio che ha di fatto certificato lo stato di degrado in cui versavano quei locali. A ciò si aggiungono le conseguenze operative più severe: oltre ai sigilli apposti a Napoli e nel Bresciano, dove sono state chiuse due mense per gravi condizioni igieniche e presenza di insetti, anche in altre realtà lombarde sono scattate sanzioni, come nel caso della mensa dell’ospedale di Iseo, oggetto di provvedimenti restrittivi e di una multa che si aggiunge a quelle comminate per altre tre strutture bresciane.
Il commento di Fiaso: checklist e controlli come strumenti per la qualità
A valle di un’ispezione così capillare, che ha messo in luce una vulnerabilità diffusa nel servizio di ristorazione destinato ai pazienti, si inserisce la riflessione della Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere. Giuseppe Quintavalle, presidente di Fiaso, ha sottolineato come la ristorazione ospedaliera richieda standard particolarmente elevati in termini di sicurezza e affidabilità, ricordando come i controlli – lungi dall’essere un semplice adempimento burocratico – rappresentino uno strumento fondamentale per verificare la tenuta dei processi e correggere con tempestività eventuali criticità. Le sue parole, rilasciate dopo la divulgazione dei dati dell’operazione, pongono l’accento su un aspetto spesso trascurato: la qualità del servizio alimentare non riguarda solo il benessere del paziente, ma anche la tutela di chi quotidianamente lavora in prima linea nelle cucine e nei reparti, esposto a dinamiche organizzative che, in assenza di un monitoraggio rigoroso, rischiano di compromettere l’intera filiera.
Un’ispezione nazionale che restituisce una fotografia critica della ristorazione sanitaria
L’operazione straordinaria dei carabinieri del Nas, condotta in poco più di un mese, ha interessato un campione ampio e variegato di strutture, dalle cucine interne ai grandi ospedali fino ai servizi di ristorazione collettiva in outsourcing. Il dato finale, che vede oltre il 40% delle mense ispezionate fuori dagli standard previsti, racconta di un sistema in cui le negligenze non rappresentano casi isolati ma tendono a ripetersi lungo la penisola. Se da un lato le ispezioni hanno portato a sospensioni immediate e sequestri di prodotti non conformi – come nel caso dei generi deperibili rinvenuti a Torre del Greco – dall’altro hanno acceso i riflettori sulle procedure di conservazione e sanificazione, spesso insufficienti a prevenire fenomeni come le infestazioni da insetti documentate in alcuni nosocomi campani. I numeri diffusi dall’Arma confermano una criticità strutturale che, per estensione e ricorrenza, richiede un rafforzamento dei sistemi di autoverifica interni, affinché episodi di questo tipo non compromettano ulteriormente la fiducia in un servizio essenziale per la degenza e la convalescenza dei pazienti più fragili.
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