Massimiliano Allegri torna a casa Milan: nel nuovo vertice con Tare e Furlani si delinea il futuro rossonero tra conferme, strategie per la Champions e obiettivi di calciomercato come Gila, Goretzka e Gabriel Jesus

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Tre ore di colloquio, a voler essere precisi dalle sedici alle diciannove -6-9, quelle che Massimiliano Allegri ha trascorso giovedì pomeriggio tra le stanze di via Aldo Rossi, una full immersion progettuale dalla quale il tecnico livornese è uscito sorridente ma, come da prassi in questi frangenti, silenzioso. Non era la prima volta, a ben vedere, che l’allenatore rossonero incrociasse le proprie idee con l’amministratore delegato Giorgio Furlani e il direttore sportivo Igli Tare – anzi, questa serie di summit si è fatta via via più intensa con l’avvicinarsi della finestra di mercato estiva – ma l’incontro di ieri, in virtù anche della sua collocazione temporale (a ridosso del finale di campionato), ha assunto comunque i contorni di un passaggio cruciale per blindare il progetto 2026/27. Nessuna voce insistente, nemmeno quelle che avevano accostato Max a possibili sirene della Nazionale, sembra dunque poter scalfire la continuità sulla panchina del Diavolo; e questo già rappresenta, per certi versi, un segnale politico inequivocabile che spazza via i vecchi rumors di malumori, veri o presunti che fossero, tra l’allenatore e l’ambiente dirigenziale.

La qualificazione alla Champions come ago della bilancia tecnica ed economica

È un dato di fatto, e non una semplice suggestione, quello per cui la programmazione del Milan che verrà poggia su un pilastro doppiamente gravoso: la partecipazione alla prossima Champions League. Senza i ricavi garantiti dalla massima competizione europea (si parla di un tesoretto intorno ai sessanta milioni di euro, stando a quanto riportano le principali rosea sportive), il club non potrebbe infatti permettersi certi affari né dal punto di vista finanziario, né tantomeno da quello meramente tecnico. Perché, lo si è ribadito anche nel corso del vertice di ieri, un giocatore di caratura internazionale – della tipologia che Allegri chiede per alzare il livello della rosa – cerca quasi sempre un palcoscenico che sia all’altezza delle proprie ambizioni, un palcoscenico che, in questo momento, è rappresentato solo dalla coppa dai grandi numeri. Così, a dispetto di ogni ragionamento di mercato, il destino del calciomercato estivo resta appeso a quelle quattro partite che mancano al termine della stagione; serve una sterzata decisa per blindare il quarto posto, conquistando sei dei dodici punti ancora a disposizione, e poi si potrà pensare a investire come si deve.

I nomi sul tavolo per la rifondazione: dalla retroguardia all'attacco

Qualora questo obiettivo venisse centrato, e Allegri ne è ben consapevole, si aprirebbero le porte a una campagna acquisti mirata che il tecnico vuole condurre in prima persona. La dirigenza – così si è stabilito durante la riunione – asseconderà le indicazioni del mister sia in entrata che in uscita, assecondando la sua visione di una squadra solida e al tempo stessa dinamica. Priorità assoluta, per l’allenatore, è blindare la difesa e iniettaresubito dinamismo e concretezza a un centrocampo che, nonostante la qualità, ha mostrato a tratti qualche fragilità. In tal senso, il nome caldo per la retroguardia è quello di Mario Gila, il centrale spagnolo della Lazio che piace da tempo e per il quale, a dispetto della concorrenza e della posizione rigida di Lotito (valutazione oltre i trenta milioni), si sta cercando di imbastire una trattativa solida anche grazie ai benefici del Decreto Crescita. A centrocampo, invece, la strategia sembra essere quella di mixare esperienza e gioventù: da una parte c’è il sogno Leon Goretzka, in scadenza con il Bayern Monaco e attratto dall’idea di approdare a parametro zero a Milano, dall’altra il ritorno di fiamma per Nicolò Fagioli, vecchia conoscenza lanciata proprio da Allegri ai tempi della Juventus e capace di garantire qualità nella gestione della sfera. Senza dimenticare Gabriel Jesus, il brasiliano dell’Arsenal che dopo le complicazioni fisiche degli ultimi tempi sembra aver ritrovato continuità e che rappresenterebbe la svolta offensiva per un attacco destinato a cambiare volto.

Un progetto condiviso senza scricchiolii interni

L’impressione che filtra dall’esito del summit, e che viene corroborata dalle letture delle cronache odierne, è quella di un’armonia sostanziale tra le parti; non ci sarebbero fazioni in contrasto, né veti incrociati, bensì una volontà univoca di restituire al Milan basi sempre più solide su cui edificare il domani. La sensazione, insomma, è che Furlani – il quale deve pur sempre far quadrare i conti e rispettare i paletti imposti dalla proprietà – cerchi di accontentare le richieste di Allegri trovando un equilibrio virtuoso tra ambizioni e sostenibilità. E del resto lo stesso atteggiamento sereno con cui Tare ha lasciato la sede, una volta concluso l’incontro, la dice lunga sull’assenza di attriti o tensioni. Un altro aspetto, se vogliamo marginale ma non troppo, è il “luogo” del confronto: non sono stati stavolta i vertici del club a spostarsi verso Milanello, com’era accaduto in passato, bensì Allegri a recarsi spontaneamente in via Aldo Rossi. Un dettaglio che, ribaltando la prospettiva geografica dell’incontro, suggerisce forse una volontà di collaborazione ancor più marcata da parte dell’allenatore, il quale conferma così la propria adesione totale al progetto pur nella consapevolezza che bisognerà prima conquistarsi il pass per l’Europa che conta.

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