Amplifon, l’abb da 453 milioni non accende il titolo: analisti positivi ma il mercato frena
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Redazione Economia
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Il mercato ha risposto con un entusiasmo lampo, durato giusto il tempo di un paio di scambi, all’aumento di capitale da 453 milioni di euro varato da Amplifon. Il titolo, dopo aver sfiorato un +2,9% in apertura, ha progressivamente perso quota fino a chiudere la seduta in territorio negativo: -0,94% a 10,5 euro per azione, in un Ftse Mib che viaggiava invece a +0,6%. Una reazione, quella della Borsa, che a prima vista potrebbe apparire contraddittoria, considerando i numeri – non certo trascurabili – messi sul tavolo dall’azienda di apparecchi acustici.
Un’operazione da 453 milioni, con un bookbuilding andato a ruba
La società ha annunciato in mattinata, prima dell’avvio delle contrattazioni, il collocamento di 45,3 milioni di azioni ordinarie di nuova emissione, una cifra che rappresenta circa il 20% del capitale sociale pre-aumento. La procedura scelta è stata quella dell’accelerated bookbuilding, riservata esclusivamente a investitori qualificati: una prassi, quest’ultima, che consente di raccogliere capitali in tempi rapidissimi, spesso nel giro di poche ore. E in effetti la domanda, va detto, ha superato di molte volte l’offerta, permettendo di fissare il prezzo di emissione a 10,00 euro per azione. I 453 milioni lordi raccolti, inferiori al tetto massimo di 750 milioni inizialmente ipotizzato quando dell’operazione fu data l’anticipazione, sono interamente destinati a finanziare la componente in contanti legata all’acquisizione di Gn Hearing.
Perché il mercato non ha premiato l’aumento
L’entusiasmo dei primi minuti si è dissolto, e il titolo è scivolato in coda al listino. Una dinamica, questa, che non ha però scalfito il giudizio degli analisti, i quali restano cautamente favorevoli. L’aumento di capitale, spiegano da Citi, pur essendo stato realizzato a un prezzo che sconta un certo ribasso rispetto ai valori di mercato, contribuisce a ridurre l’incertezza strategica e favorisce l’integrazione di Gn Hearing, un passaggio considerato cruciale per il futuro posizionamento di Amplifon. Il fatto che l’importo definitivo sia inferiore al massimo preventivato non viene letto come un segnale di debolezza della domanda, ma piuttosto come una calibratura dell’operazione sulle effettive esigenze di cassa per l’acquisto.
Gli analisti: Kepler Cheuvreux resta su Hold, target a 10,90 euro
Anche Kepler Cheuvreux, dal canto suo, ha confermato la raccomandazione ‘Hold’ (tenere) con un target price a 10,90 euro, un valore che implicherebbe un upside potenziale del 2,8% rispetto alla chiusura della seduta precedente. I promemoria degli analisti, in questo caso, sottolineano un aspetto tecnico non secondario: il collocamento privato a investitori qualificati, attraverso la procedura accelerata, chiarisce definitivamente la struttura di finanziamento dell’acquisizione del ramo d’azienda di Gn nel settore degli apparecchi acustici. Un’operazione, quella presa in esame, che aveva finora lasciato aperti alcuni interrogativi sulla copertura della parte monetaria, e che ora vede invece un quadro più definito. Il mercato, però, sembra aver già scontato queste informazioni nelle settimane precedenti, e il movimento laterale del titolo racconta proprio di una sostanziale assenza di sorprese.
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