Putin chiede che il russo sia lingua ufficiale in Ucraina e ritiro delle truppe da Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nel vertice di Anchorage, in Alaska, dove Vladimir Putin e Donald Trump si sono incontrati per discutere del conflitto in Ucraina, il presidente russo ha ribadito le sue condizioni per una possibile soluzione, avanzando però una nuova richiesta: il ripristino del russo come lingua ufficiale nel Paese e garanzie per la sicurezza delle chiese ortodosse legate a Mosca. Una posizione che, seppur presentata come culturale, ha evidenti implicazioni politiche, considerando che dal 2019 l’ucraino è l’unica lingua ufficiale riconosciuta dallo Stato.

Putin ha definito l’incontro con Trump "opportuno e utile", sostenendo che possa avvicinare le parti a "decisioni necessarie" per la pace. Tuttavia, nonostante i toni concilianti, le richieste russe rimangono invariate: il ritiro delle truppe ucraine da Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson – regioni annesse da Mosca nel 2022 – e la rinuncia di Kiev all’adesione alla Nato. Secondo il Financial Times, Putin avrebbe proposto un congelamento della linea del fronte nelle zone meridionali in cambio del completo ritiro ucraino da Donetsk, una mossa che, se accettata, consoliderebbe ulteriormente il controllo russo sul Donbass

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