La nuova Commissione Europea affossa il Green Deal e la transizione ecologica
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Redazione Interno
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La transizione ecologica non è più una priorità per la nuova Commissione Europea guidata da Ursula von der Leyen. La presidente ha dichiarato che, rispetto al suo primo mandato, le preoccupazioni sono cambiate. La sicurezza, influenzata dalla guerra in Ucraina, e la competitività economica hanno preso il sopravvento. Questo cambio di rotta rappresenta un duro colpo per il Green Deal, il piano ambizioso che mirava a rendere l'Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050.
La nuova Commissione lavorerà in maniera più collegiale, con ogni commissario che avrà la stessa responsabilità di realizzare le priorità. Tuttavia, questa struttura orizzontale potrebbe diluire l'attenzione su temi cruciali come la transizione ecologica. La nomina di Teresa Ribera, ex ministro della Transizione spagnola, a responsabile dell'Antitrust europea, potrebbe rappresentare un segnale positivo, ma resta da vedere quanto potrà influire sulle politiche ambientali.
Il contesto geopolitico attuale ha sicuramente influenzato le scelte della Commissione. La guerra in Ucraina ha messo in evidenza la fragilità delle forniture energetiche europee, spingendo i governi a cercare soluzioni immediate piuttosto che investire in progetti a lungo termine come il Green Deal. La competitività economica, d'altro canto, è diventata una priorità per mantenere l'Europa rilevante nel contesto globale.
La transizione ecologica richiede investimenti significativi e una visione a lungo termine, elementi che sembrano essere stati messi in secondo piano. La sfida sarà trovare un equilibrio tra le esigenze immediate di sicurezza e competitività e la necessità di affrontare il cambiamento climatico




