Nucleare saudita, Washington apre a Riad tra dubbi e tensioni

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il nucleare saudita entra in una nuova fase dopo l’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Arabia Saudita sul programma civile atomico di Riad, un’intesa che consente alle aziende americane di partecipare allo sviluppo del settore nel rispetto di standard dichiarati di sicurezza nucleare, protezione e non proliferazione. L’accordo permette all’Arabia Saudita di costruire reattori con tecnologia statunitense e di arricchire l’uranio, aprendo un progetto trentennale dal valore di decine di miliardi di dollari. La decisione arriva mentre Washington sostiene di voler impedire una possibile atomica iraniana, alimentando però critiche legate alla diversa posizione assunta nei confronti dei programmi nucleari nella regione.

Il patto tra Stati Uniti e Arabia Saudita sul nucleare civile

L’intesa tra Usa e Arabia Saudita riguarda lo sviluppo dell’energia atomica civile e prevede un ampio accesso per aziende e lavoratori americani al programma nucleare saudita. Secondo quanto riportato, gli accordi sono stati presentati come conformi ai più elevati standard di sicurezza nucleare e non proliferazione, una garanzia ribadita anche dal Segretario per l’Energia degli Stati Uniti Chris Wright. Il progetto coinvolge la costruzione di reattori con tecnologia statunitense e l’arricchimento dell’uranio da parte di Riad, elementi che rendono l’accordo un passaggio rilevante negli equilibri energetici del Medio Oriente.

Il programma avrà una durata prevista di trent’anni e un valore economico di decine di miliardi di dollari, con conseguenze che riguardano sia il settore energetico sia i rapporti strategici tra Washington e Riad. L’accordo è stato annunciato dal Dipartimento dell’Energia americano e viene descritto come un’intesa sul nucleare civile. Allo stesso tempo, diversi parlamentari democratici hanno espresso preoccupazioni sostenendo che il patto possa favorire una possibile corsa al riarmo nucleare nella regione, mentre critiche simili sono emerse anche tra alcuni esponenti repubblicani.

Le tensioni con l’Iran e le critiche alla scelta americana

La decisione degli Stati Uniti arriva in un momento segnato dal confronto con l’Iran sul programma nucleare. Washington afferma di voler impedire che Teheran possa arrivare a sviluppare un’arma atomica, ma le critiche si concentrano sul fatto che l’amministrazione americana abbia contribuito a creare l’attuale situazione. Nel 2018, infatti, Trump aveva deciso di abbandonare unilateralmente il Jcpoa, l’accordo sul nucleare costruito tre anni prima tra Teheran, Washington e le cancellerie europee.

Secondo le critiche riportate, la posizione americana appare contraddittoria perché da una parte punta a limitare il programma nucleare iraniano e dall’altra concede all’Arabia Saudita un accordo che include anche l’arricchimento dell’uranio. Trump ha inoltre minacciato l’Iran in relazione al blocco dello Stretto di Hormuz e alle infrastrutture civili, mentre parallelamente ha scelto di sostenere lo sviluppo dell’energia atomica saudita. Il confronto sulla politica nucleare nella regione resta quindi legato alle diverse valutazioni sui programmi di Teheran e Riad.

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