Sanicoop allarma: attacchi alla medicina generale minacciano l’assistenza territoriale

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Redazione Salute Redazione Salute   -   I recenti attacchi del mondo politico alla medicina generale, con proposte che rischiano di compromettere la qualità e l’efficacia dell’assistenza sanitaria territoriale, hanno sollevato una forte preoccupazione tra i vertici di Sanicoop, il settore di Legacoop che riunisce cooperative di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. Con oltre 5.000 medici associati e sette milioni di pazienti in carico, l’organizzazione ha espresso allarme per quelle misure che, se implementate, potrebbero avere ripercussioni gravi sul sistema sanitario.

Maurizio Pozzi, presidente di Sanicoop, ha sottolineato come le critiche e le proposte avanzate da alcuni esponenti politici rischino di minare il ruolo fondamentale dei medici di base, pilastro dell’assistenza territoriale. «Le conseguenze di queste iniziative – ha dichiarato – sarebbero devastanti, non solo per i professionisti, ma soprattutto per i cittadini che affidano loro la propria salute».

Nel frattempo, il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenuto durante una puntata di Future in Healthcare, ha delineato le priorità del suo mandato a poche settimane dal giro di boa della legislatura. Tra i punti chiave del suo programma figurano la riduzione delle liste d’attesa, l’aumento della spesa in prevenzione fino all’8% e una maggiore valorizzazione del personale sanitario. Schillaci ha inoltre sollecitato le Regioni a «avere il coraggio di cambiare» riguardo alla questione dei cosiddetti ‘gettonisti’, medici che operano con contratti atipici e spesso precari.

Parallelamente, il dibattito sulla riforma della medicina di famiglia continua a dividere. Alberto Oliveti, presidente dell’Enpam, la cassa previdenziale dei medici e odontoiatri, ha lanciato un monito durante un’audizione parlamentare: «Se i medici di base passassero alla dipendenza pubblica, con i contributi versati all’Inps, l’Enpam rischierebbe il fallimento». Una dichiarazione che, seppur provocatoria, evidenzia le tensioni legate a un eventuale cambiamento di status per i medici di medicina generale, oggi in gran parte liberi professionisti.

La riforma della medicina di famiglia, insieme alla rivoluzione digitale in sanità e all’implementazione delle case di comunità e della farmacia dei servizi, rimane uno dei nodi centrali del dibattito. Tuttavia, le critiche e le proposte avanzate rischiano di creare ulteriori frizioni in un settore già sotto pressione, come dimostrano le preoccupazioni di Sanicoop.

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