Allarme botulino, il veleno invisibile che preoccupa l'Italia
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Redazione Salute
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La recente ondata di casi di intossicazione da botulino, culminata con il ricovero di trenta persone nel Vibonese lo scorso 23 agosto e con il tragico bilancio di tre decessi, ha riportato alla ribalta della cronaca i pericoli di una tossina letale, il cui meccanismo d'azione – sebbene noto alla scienza – continua a mietere vittime. Le autorità sanitarie, tra cui l'Ats di Brescia, hanno intensificato gli avvisi pubblici, cercando di fare chiarezza su un fenomeno che, pur nella sua rarità, genera un comprensibile allarme sociale, come dimostra il picco di chiamate registrato dal Centro antiveleni di Verona, dove giungono fino a 372 richieste di consulenza al giorno.
Il dottor Mario Tumbarello, direttore del reparto di Malattie infettive dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, chiarisce che il botulismo alimentare è una malattia grave, seppur rara, provocata dalle neurotossine prodotte dal batterio Clostridium botulinum, le quali, sviluppandosi in ambienti privi di ossigeno e al caldo, attaccano il sistema nervoso. «Il rischio aumenta significativamente con le temperature elevate», spiega Tumbarello, «specialmente quando alimenti conservati, e che dovrebbero mantenere la catena del freddo, vengono invece lasciati per giorni in condizioni inadatte». In tali circostanze, le spore del batterio possono germinare e produrre il veleno, trasformando un alimento apparentemente normale in un pericolo mortale.
La prevenzione, dunque, passa inevitabilmente da rigorose norme igieniche nella preparazione e nella conservazione dei cibi, specialmente per quelli fatti in casa, dove il controllo è meno standardizzato. Fondamentale è l'utilizzo di contenitori e di metodi che garantiscano l'assenza di ossigeno, unitamente al rigoroso rispetto della refrigerazione per tutti i prodotti a rischio. Episodi legati alla ristorazione o al cibo da strada, peraltro, rimangono statisticamente molto rari, come tengono a precisare gli esperti per evitare inutili psicosi




